“L’equità territoriale viene ancora una volta calpestata nell’indifferenza generale della maggioranza di governo regionale. Con l’ultima legge di Bilancio assistiamo all’ennesimo capolavoro al contrario: quasi 200 milioni di euro vengono sottratti al Fondo per l’equità dei servizi, destinato a colmare il divario strutturale negli asili nido, per essere dirottati verso i Comuni che già superano la soglia del 33% di copertura. Si toglie a chi non ha per premiare chi ha già di più”. E’ quanto affermano le Democratiche della Calabria.
“Un meccanismo perverso”
Le Democratiche aggiungono: “È un meccanismo perverso, una vera e propria norma “anti-LEP”, che arriva dopo il taglio della quota perequativa del Fondo 0-6 già operato dal ministro Valditara ai danni di regioni come la Calabria, la Campania e la Sicilia. La motivazione addotta, ovvero il calo demografico, è una beffa inaccettabile: la denatalità dovrebbe spingere ad ampliare i servizi per raggiungere l’obiettivo europeo del 45% entro il 2030, non a tagliare le risorse e condannare i territori più fragili alla desertificazione demografica ed economica. Il fondo di perequazione nasce con il preciso mandato costituzionale di azzerare le distanze e garantire i medesimi diritti a tutti i cittadini, a prescindere dal codice di avviamento postale. Al contrario, mentre i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) continuano a rimanere una scatola vuota — mai definiti con standard universali né realmente finanziati con risorse aggiuntive — si smantellano pezzo dopo pezzo gli strumenti di coesione nazionale, sancendo una cittadinanza di serie B per il Mezzogiorno”.
“Le famiglie pagano il prezzo più alto”
“Dicono ancora le Democratiche: “A pagare il prezzo più salato di questa scelta sono le famiglie e, in particolar modo, le donne calabresi. Senza asili nido e servizi per l’infanzia non c’è libertà di scelta, non c’è conciliazione vita-lavoro e si soffoca sul nascere ogni prospettiva di occupazione femminile, che in Calabria tocca già i livelli più bassi d’Europa. Di fronte a questo disegno, ciò che indigna con pari forza è il silenzio assordante del presidente della Regione Calabria e della maggioranza di centrodestra. Nessun intervento, nessuna rimostranza nei confronti dell’esecutivo nazionale, nessuna difesa dell’interesse collettivo dei cittadini calabresi. È l’ennesima dimostrazione di una totale subalternità politica a una linea che, tra autonomia differenziata e tagli al welfare locale, impoverisce il Sud.
Chiesto lo stralcio immediato delle norme
Poi concludono: “Come Democratiche della Calabria rigettiamo con forza questa impostazione: chiediamo lo stralcio immediato delle norme che sottraggono risorse alla perequazione e pretendiamo che la Regione prenda una posizione netta a tutela del diritto all’educazione dei nostri bambini e del futuro delle nostre comunità”.













