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12 Marzo 2026
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Ombre della ‘ndrangheta sull’Asp di Vibo, la Prefettura invia la commissione d’accesso antimafia

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Tanto tuonò che piovve. E così, dopo i comuni di Stefanaconi, Tropea e Nicotera, anche l’Azienda sanitaria di Vibo finisce nel mirino degli investigatori inviati dalla Prefettura guidata da Paolo Giovanni Grieco. Si è infatti insediata oggi la commissione di accesso agli atti a palazzo ex Inam che avrà il compito per i prossimi tre mesi (ma si ritiene che, vista la mole di incartamenti verrà l’attività di indagine verrà prorogata) di accertare eventuali condizionamenti della criminalità nella gestione dell’ente sanitario.





Il vertice in Prefettura

La decisione è stata presa nel corso di un apposito vertice svoltosi circa un mese fa in Prefettura, avente tale punto come unico ordine del giorno, a cui avevano preso parte, oltre al capo dell’Utg, i massimi vertici delle forze dell’ordine del territorio, il procuratore di Vibo Camillo Falvo, il procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Capomolla. Che l’invio di una commissione di accesso fosse una eventualità concreta lo si era capito a seguito di quanto emerso soprattutto dall’inchiesta della Dda di Catanzaro, “Maestrale-Carthago” che aveva portato al coinvolgimento di alcuni dirigenti, tra attuali ed passati, nonché funzionari cui vengono contestate diverse accuse, alcune delle quali particolarmente rilevanti quanto inquietanti come il concorso esterno in associazione mafiosa. E, laddove quest’ultima non viene mossa, vi sono altri reati con l’aggravante della mafiosità. A finire nella rete degli investigatori dell’antimafia erano stati Cesare Pasqua, ex dirigente del servizio di prevenzione dell’Asp, Francesco Massara, dirigente del dipartimento di veterinaria, ma oltre questo è tutto il sottobosco che ruota attorno alla gestione di questi anni che ha indotto il prefetto a volerci vedere chiaro.

Lo scioglimento del 2010

Il mese scorso Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in Consiglio rispondendo ad una interrogazione del consigliere dem, Raffaele Mammoliti, aveva affermato: “Anche all’interno dell’Azienda sanitaria di Vibo c’è la necessità di approfondimenti in ordine a eventuali infiltrazioni, così come c’è stata in moltissimi comuni della provincia”. Si tratta della seconda volta che la Commissione viene inviata a palazzo ex Inam: era successo nel 2009 e in quella occasione si arrivò allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. (f.p.)

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