Cala il sipario sulla straordinaria stagione del Catanzaro. La squadra di Vincenzo Vivarini torna in Serie B a distanza di 17 anni e conquista la Supercoppa a suon di record, facendo impazzire di gioia una città e una regione intera. Una marcia trionfale e a tratti accecante, con numeri che – fatte le dovute proporzioni – hanno ricalcato quelli del Napoli in Serie A e dei classici Bayern Monaco e Psg in Germania e Francia. 102 gol fatti e appena 21 subiti in campionato, record su record dai punti totali alle statistiche individuali.
Risultato frutto della cooperazione
E’ la vittoria di una società capace di operare le scelte giuste nei ruoli chiave e con un’idea precisa di calcio propositivo. Grande merito va dato alla dirigenza, capace di mettere nel mirino calciatori motivati e ambiziosi. Man mano che il Catanzaro cresceva, dava continuità ai risultati e convinceva, diventava sempre più plausibile ambire seriamente ad un posto in Serie B.
E’ la vittoria di Vincenzo Vivarini, bravo ad entrare nella testa dei suoi ragazzi tanto da saper individuare il meglio che avrebbe potuto spremere da ciascuno di loro. Un allenatore capace di trasmettere la sua mentalità propositiva e di far giocare alla sua squadra il calcio più bello della Serie C. Merito riconosciutogli da più parti a livello nazionale e non solo, dunque ulteriore vanto di una stagione di per sé memorabile. E’ la vittoria di un gruppo straordinario, che si è fatto apprezzare in maniera pura, spensierata, senza vanti né virtuosismi, ma contando solo sul suo spirito sbarazzino, allegro ma impegnato e basato su sacrifici.
Sguardo al mercato
Ora lo sguardo va inevitabilmente al futuro. I giocatori e Vivarini andranno in vacanza, mentre la dirigenza (confermata in blocco con Foresti e Magalini) già dalla prossima settimana si metterà al lavoro per programmare al meglio la prossima stagione cadetta. Il Catanzaro di certo non ha alcuna intenzione di stravolgere l’organico che ha strameritato la promozione in Serie B. Noto ha indicato gli esempi temporalmente più vicini cui guardare, il Bari e il Sudtirol. Pur essendo matricole in B, entrambe hanno avuto un rendimento altissimo mantenendo l’ossatura della promozione. Serviranno calciatori più attrezzati sul piano fisico: gente che impatta in tutti i reparti, perché una delle differenze più evidenti fra la C e la B è proprio la struttura dei giocatori.
Oggi la squadra giallorossa ha quasi 24 over ma in Serie B dovranno essere 18, dunque bisognerà privarsi di alcuni protagonisti di una stagione esaltante. Nel calcolo delle liste è escluso Martinelli, che ha giocato 4 stagioni con il Catanzaro e rientra tra i cosiddetti “giocatori bandiera”. Una delle priorità per la Serie B è la permanenza del centrocampista Andrea Ghion, in prestito secco dal Sassuolo, che peraltro rientra tra gli under insieme a Brignola e Katseris. I giallorossi sono al lavoro per tenerlo anche nella prossima stagione e vogliono convincere il Sassuolo a rinnovare il prestito. Ma è ancora troppo presto per parlare di nomi in entrata: il tecnico Vivarini avrebbe richiesto in particolare 5/6 innesti di spessore per “fare bene” (mantra del mister di Ari) anche in Serie B e Noto è pronto ad accontentarlo. Per un’altra stagione tutta da vivere.








