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12 Marzo 2026
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La ludopatia in Calabria è una bomba sociale: “bruciati” oltre 4 miliardi

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di Danilo Colacino – “Non siamo proibizionisti. Non pensiamo che il gioco possa essere eliminato. Ma va almeno contenuto. Vale a dire arginato, prima che diventi pericoloso. E a riguardo dò due dati, uno nazionale e uno regionale, che possono dare il senso di quanto devastante possa diventare questo fenomeno. Il primo è relativo al milione di persone che si stima siano potenzialmente a rischio di ludopatia adesso in Italia. Il secondo, invece, si riferisce ai 4.2 miliardi di euro spesi in Calabria nel 2021 in giocate di ogni genere. Una cifra enorme e spaventosa che nella regione più povera del Paese si spiega con la speranza di cambiar vita”. Frasi che preoccupano e intimoriscono, quelle pronunciate dal presidente del coordinamento calabrese di Mettiamoci in Gioco e di Crea Roberto Gatto. Uno che nelle comunità terapeutiche dei giocatori compulsivi e patologici ci sta quotidianamente, conoscendo la piaga dell’azzardo come pochi dunque. Ecco perché è insorto, non da solo naturalmente, contro la proposta di legge regionale 107. Che vorrebbe innanzitutto eliminare la delimitazione delle otto ore giornaliere per l’apertura delle sale da gioco e scommesse, così libere di essere attive H24 durante tutto l’anno. Senza contare la riduzione da 500 a 300 metri della distanza minima tra queste strutture e le scuole nei comuni con più di 5.000 abitanti. Ma anche la cancellazione dell’obbligo di adeguamento al ‘distanziometro’ per le autorizzazioni rilasciate fino al 5 maggio 2018. Da cui consegue la definitiva accettazione che le sale rimangano aperte anche ad appena 10 metri da scuole, centri sportivi, luoghi di culto.

“Ludopatia, le vittime possono essere giovani e anziani”

Una normativa che peraltro andrebbe di fatto a modificare la 9 del 2018, in procinto di entrare in vigore dal prossimo primo gennaio. Un ‘non senso’ per il presidente Gatto, il quale precisa: “Pare che a Palazzo Campanella ci abbiano ripensato. È la voce che circola. E se fosse vero, sarebbe soprattutto merito vostro. Della stampa, intendo. Che ci ha dato una grossa mano nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una bomba sociale, sempre pronta a mietere vittime. Che possono essere giovani o anziani. Basti fare riferimento al fatto che nella nostra comunità ci sono un 20enne e un 70enne con gli stessi problemi. Ecco perché, ribadisco, che se in consiglio regionale vogliono davvero tornare indietro, è un fatto molto positivo. Ma io aspetto domani (giorno in cui si terrà l’assemblea che ha il compito di legiferare in materia e non solo come ovvio, ndr) per esserne certo”. Gatto che, come premesso, da anni dedica la vita al delicato ambito di cui si parla, specifica inoltre: “La Calabria, al di là della sbagliata iniziativa legislativa di cui si sta discutendo, non è attrezzata per affrontare un problema di simili dimensioni. Non ha le strutture e soprattutto l’organizzazione per farlo, pur avendo finalmente deciso di ricorrere a un vecchio fondo nazionale sperimentale per iniziare a contrastare la ludopatia. Dovrebbe, però, dotarsi di centri e in particolare programmi autonomi per intervenire al meglio. Considerato come – ha proseguito – il demone del gioco tenti ormai migliaia di persone a ogni ora, da mattina presto a notte fonda, anche grazie alle piattaforme online. E, come ho detto subito, in Calabria più che altrove. Bisogna pertanto cercare di limitare il gioco in presenza, dal momento che c’è gente capace di rovinarsi pure con i ‘gratta e vinci’ o i numeri del lotto. Non solo con il videopoker, quindi. Come si è portati a immaginare. C’è poi il capitolo dei luoghi, tipo le comunità, dove il servizio pubblico indirizza quanti sono valutati affetti da una patologia. I quali vanno assistiti da psicologi, in alcuni casi pure psichiatri, consulenti finanziari per i rapporti con le banche e referenti dei centri antiusura dopo ingenti indebitamenti a cui si è ricorsi per giocare. Tutti membri di equipe, di cui non si può più fare a meno”.

© Riproduzione riservata.
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