Una serie di eventi sismici ha scosso la provincia di Catanzaro il 20 marzo, con almeno 18 scosse registrate tra la notte e il pomeriggio. La più intensa, di magnitudo 3.3, si è verificata alle 14:46 con epicentro a Tiriolo, a una profondità di circa 7.7 chilometri. La terra ha tremato ripetutamente, creando apprensione tra la popolazione e spingendo le autorità ad attivare i protocolli di sicurezza.
Lo sciame sismico è iniziato nella notte, con una prima scossa alle 3:41, seguita da un aumento della frequenza degli eventi nella mattinata e nel primo pomeriggio. Le vibrazioni sono state avvertite distintamente in diversi comuni del Catanzarese, generando timori e segnalazioni da parte della cittadinanza.
Scuole evacuate, cittadini in strada
La successione ravvicinata di scosse ha spinto le autorità a disporre l’evacuazione delle scuole e degli uffici pubblici a Catanzaro e nei comuni limitrofi. Studenti e personale sono stati fatti uscire dagli edifici e radunati nei punti di raccolta previsti dai piani di Protezione Civile.
Nonostante la paura diffusa, non si registrano danni significativi a persone o strutture. Tuttavia, tecnici e vigili del fuoco stanno conducendo verifiche sugli edifici per individuare eventuali criticità strutturali.
Ipotesi di impiego dell’Esercito
Di fronte al protrarsi dello sciame sismico, le istituzioni stanno valutando l’impiego dell’Esercito per far fronte a eventuali emergenze. Nel corso di un incontro in Prefettura, il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e il prefetto Castrese De Rosa hanno discusso la possibilità di coinvolgere le forze armate nel piano di gestione dell’emergenza.
Tra le misure ipotizzate vi è la predisposizione di aree militari per accogliere eventuali sfollati e il dispiegamento di uomini e mezzi per supportare le operazioni di evacuazione o di messa in sicurezza del territorio. “Monitoriamo la situazione con la massima attenzione – ha dichiarato Fiorita – siamo pronti a ogni evenienza”.
Monitoraggio costante e allerta alta
La Protezione Civile e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) stanno continuando a monitorare l’andamento dello sciame sismico. Gli esperti sottolineano che questi eventi potrebbero rientrare in un’attività sismica ordinaria per una regione ad alto rischio come la Calabria, ma non escludono ulteriori scosse nei prossimi giorni.
Le autorità invitano la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni ufficiali, evitando di diffondere informazioni non verificate o di cedere ad allarmismi. L’allerta resta comunque alta, mentre il territorio continua a tremare.









