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6 Marzo 2026
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Calabria
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Alluvione nel Lametino, sopralluogo amaro per sindaci e Provincia: lavori ancora fermi sul torrente Cottola

Demolizioni avviate ma nessuna vera ripartenza. Gli amministratori denunciano ritardi e disagi alla viabilità e sollecitano il dissequestro del cantiere per far ripartire l’intervento

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Si è svolto nella mattinata di oggi un sopralluogo nel territorio del Lametino, disposto dalla Provincia di Catanzaro, a distanza di oltre un anno e mezzo dalla violenta alluvione dell’ottobre 2024 che ha provocato gravi danni su un’ampia porzione di territorio.

All’iniziativa hanno preso parte il presidente della Provincia, Antonio Mormile, insieme ai sindaci di Lamezia Terme, San Pietro a Maida, Maida e Curinga.

Il ponte crollato sul torrente Cottola

Gli amministratori si sono ritrovati nell’area del torrente Cottola, dove il crollo di un ponte ha compromesso in modo significativo la viabilità, creando pesanti disagi alla mobilità dai centri minori verso Lamezia Terme e Catanzaro.

Nonostante la presenza di un cantiere, allo stato attuale gli interventi si sono limitati alla demolizione e ad alcune opere di messa in sicurezza, finalizzate esclusivamente a impedire l’attraversamento di veicoli e a ridurre i rischi per la pubblica incolumità.

Preoccupazione dei sindaci e richiesta di un tavolo istituzionale

Al termine del sopralluogo, i sindaci hanno espresso perplessità e preoccupazione per la mancata ripresa effettiva dei lavori. Una posizione condivisa anche dal presidente della Provincia, che ha portato alla decisione di sollecitare un intervento istituzionale.

Gli amministratori hanno infatti concordato “la necessità di chiedere al prefetto la convocazione di un tavolo con tutti i soggetti interessati e la Procura, per ottenere nel minor tempo possibile il dissequestro del cantiere e la ripresa dei lavori”.

Attesa per lo sblocco dell’intervento

L’obiettivo dichiarato resta quello di ripristinare la viabilità e procedere alla riparazione dei danni causati dall’alluvione, mettendo fine a una situazione che continua a penalizzare residenti, pendolari e attività economiche dell’area.

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