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13 Marzo 2026
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Anniversario della strage di Cutro, Rete 26 febbraio: “Il governo non ha rispettato gli impegni”

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“Il governo non ha dato seguito ad alcuni degli impegni presi nello scorso mese di marzo nel corso dell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi“. Lo afferma, in una nota, la Rete 26 febbraio, costituita da un gruppo di associazioni che si occupano di immigrazione dopo il naufragio del barcone di migranti a Cutro che costò la vita a 94 persone, 35 delle quali minorenni, e nel quale ci furono una decina di dispersi. La Rete 26 febbraio annuncia, per il primo anniversario del naufragio, “una mobilitazione a fianco delle famiglie dei migranti per chiedere canali legali di ingresso, contro le politiche europee dei respingimenti”.

I morti nel Mediterraneo nel 2023

Sono 2.571 le persone morte in mare solo nel 2023, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni e di Medici senza frontiere. La Rete 26 febbraio è nata con una duplice funzione: da un lato, offrire supporto alle famiglie delle vittime ed ai sopravvissuti, soprattutto nell’identificazione e nel rimpatrio delle salme. Dall’altro, denunciare le inadempienze istituzionali e politiche e le violazioni dei diritti umani, “che sono la causa di tutti i naufragi che purtroppo continuano nell’euro-mediterraneo e nel mare Egeo”.



“Per questo il 26 febbraio torneremo ad organizzarci. – afferma la Rete 26 febbraio in nota – E non per una semplice commemorazione simbolica o di facciata, ma perché accoglieremo nuovamente i familiari dei naufraghi e i superstiti, pronti a tornare sui luoghi del dolore. Organizzeremo una mobilitazione per ribadire le loro istanze e protestare contro l’Europa dei respingimenti”.

Le richieste della Rete 26 febbraio

“Chiediamo quindi verità e giustizia – sostiene ancora l’organizzazione – sui fatti della strage; ricongiungimenti e corridoi umanitari per le famiglie delle vittime del naufragio che si trovano nei loro Paesi di origine, così come promesso dal governo Italiano; identificazione, riconoscimento e degna sepoltura di tutte le salme delle persone coinvolte nel naufragio; revoca immediata degli accordi stipulati dall’Unione europea con Paesi terzi come Turchia, Libia e Tunisia, relativi al controllo esternalizzato delle frontiere e al respingimento delle persone in transito e canali di ingresso sicuri e legali per tutte le persone in fuga da povertà e crisi umanitarie”. (ANSA)



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