× Sponsor
3 Marzo 2026
9.1 C
Calabria
spot_img

Gestione dei beni confiscati, nasce l’intesa in Calabria: “Così si costruiscono anticorpi contro le infiltrazioni”

Un protocollo tra Prefettura, magistratura, Agenzia beni confiscati, Abi e ordini professionali punta a garantire continuità produttiva e accesso al credito alle imprese sottratte alla criminalità

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

È stato siglato questa mattina, nella sede della Prefettura di Reggio Calabria, un protocollo d’intesa volto a rafforzare la gestione e lo sviluppo delle aziende sequestrate e confiscate. L’accordo coinvolge la magistratura, l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, l’Associazione bancaria italiana e gli ordini professionali degli avvocati e dei commercialisti.

Secondo il prefetto Clara Vaccaro, l’obiettivo è mettere le imprese nelle condizioni di “costruire anticorpi e strutture solide per affrancarsi da qualsiasi tipo di infiltrazione”. Non, dunque, un controllo fine a sé stesso, ma un processo di accompagnamento che consenta, dove possibile, la salvaguardia della continuità aziendale.

“Accompagnare, non soffocare”: il nuovo modello operativo

“La finalità non è soffocare le aziende sottoposte a misura di prevenzione – ha chiarito Vaccaro – ma sostenerle in un percorso che ne garantisca la sopravvivenza sul mercato, favorendo risanamento, trasparenza e fiducia da parte del territorio e del sistema bancario”.

A sottolineare la portata dell’accordo è stata anche la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che ha definito il protocollo “uno strumento concreto che mette a disposizione professionalità qualificate”. Ferro ha inoltre annunciato l’istituzione di un tavolo permanente in Prefettura per monitorare l’applicazione delle misure. In Calabria, ha ricordato, si contano 3.823 beni confiscati, dei quali 2.692 solo nella provincia di Reggio, pari al 70,42% del totale regionale.

Accesso al credito e tutela dei lavoratori

La direttrice dell’Agenzia nazionale Maria Rosaria Laganà ha rimarcato che l’accordo “può generare risultati importanti”, mentre la presidente del Tribunale Maria Grazia Arena ha evidenziato come l’accesso al credito sia «vitale per la sopravvivenza delle aziende sequestrate».

Il procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, ha spiegato che il protocollo rappresenta “un passo fondamentale per ricondurre ricchezza illecita dentro canali legali, trasformandola in occasione di sviluppo”.

“Lo Stato non deve distruggere ciò che può essere salvato”

Il procuratore generale Gerardo Dominijanni ha ricordato come in passato la liquidazione di molte aziende sequestrate avesse trasmesso “il messaggio sbagliato secondo cui la ’ndrangheta crea lavoro e lo Stato lo distrugge“. Ora, ha aggiunto, “quelle sollecitazioni trovano finalmente uno sbocco operativo“.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE