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6 Marzo 2026
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Calabria
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Bonifica di Crotone, il nodo dei rifiuti radioattivi e le ombre di una relazione che non chiarisce i punti decisivi

Tenorm non previsti bloccano i lavori nell’ex Pertusola. La relazione parlamentare fotografa l’emergenza ma non indica soluzioni operative, lasciando aperte le contestazioni del territorio

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La bonifica industriale di Crotone riguarda il risanamento del Sito di Interesse Nazionale (SIN) ex Pertusola, un’area vastissima e gravemente inquinata da decenni di attività chimiche (Pertusola Sud, Montecatini) con metalli pesanti, amianto e rifiuti radioattivi (TENORM), dove i lavori, avviati dopo lunghe attese, hanno subito recenti stop a causa proprio della scoperta di materiali radioattivi non previsti, sollevando problemi di smaltimento e proteste cittadine, mentre Eni Rewind gestisce progetti complessi e costosi per il recupero dell’area industriale e costiera.

Tenorm e stop ai lavori: la frattura con il territorio

A inizio 2026, la bonifica è stata interrotta nell’ex discarica Pertusola a causa del ritrovamento di rifiuti radioattivi (Tenorm) non previsti nei piani, per i quali mancano siti di smaltimento idonei in Europa. Il blocco ha generato forte malcontento e manifestazioni da parte di cittadini e istituzioni, che chiedono la rimozione dei rifiuti tossici. La società sta gestendo il progetto di bonifica, ma si trova di fronte a difficoltà tecniche e burocratiche.

La relazione della Commissione parlamentare

Ora è stata resa nota la relazione conclusiva sull’attività svolta nella XVIII legislatura da parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse collegate. In questa materia entra di diritto la vicenda della mancata bonifica del sito industriale di Crotone.

La critica di Pino Greco

Sul punto si registra una dichiarazione di Pino Greco, già operaio della Pertusola, memoria storica dell’ambientalismo sindacale di Crotone. «Ci saremmo aspettati – sostiene Greco – un atto non diciamo coraggioso ma almeno più preciso».
Che continua: «Dopo la missione a Crotone e le ulteriori audizioni nella sede romana si è arrivati a certificare l’ovvio, ovvero che bisogna fare presto perché l’area è soggetta a inquinamento e ci potrebbero essere maggiori insorgenze di patologie oncologiche. Ma questo lo hanno già registrato le varie Conferenze dei Servizi, soprattutto quella dell’ottobre 2019 che accoglieva all’unanimità le prescrizioni del PAUR che stabiliva il conferimento dei veleni fuori dal territorio calabrese. Sì, proprio quel PAUR che il Presidente della Commissione considerava irrazionale se non addirittura quasi un crimine, ignorando che il provvedimento era supportato da studi e dati tecnici certi e validati e non da fumose scelte di carattere politico.

Questo si evince leggendo i verbali delle sedute, quando in tono minaccioso si chiedeva chi fosse l’autore del PAUR e quale logica l’avesse ispirata. Oggi prendiamo atto che la Commissione ha cambiato idea e posizione, che ha finalmente compreso la necessità di quel provvedimento a tutela del territorio crotonese e dei suoi abitanti. Riteniamo che decisiva sia stata l’audizione di colui che quelle prescrizioni le volute, difese, portate avanti con determinazione, ovvero l’allora Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Quantomeno la relazione toglie ulteriori falsi alibi all’Eni nella sua azione dilatoria.

Ma ora occorre fare alcune precisazioni su questioni fondamentali per il corretto compimento della Bonifica. Quando nella relazione leggiamo che “Accelerare e Promuovere” la realizzazione degli interventi e quasi ci si interroga su come fare, restiamo senza parole. Si ricorda agli Onorevoli membri della Commissione che lo strumento esiste già e si chiama “Commissario Straordinario Delegato per Coordinare, Accelerare e Promuovere la Realizzazione degli Interventi di Bonifica e Riparazione del danno ambientale nel Sito contaminato di Interesse Nazionale […]”.

La conclusione amara

Conclusione amara per Greco che interpreta gli umori dei responsabili:
Questo il territorio si sarebbe aspettato dalla Relazione finale della Commissione che, è bene ricordarlo, è composta da parlamentari di Camera e Senato e quindi rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Esigiamo attenzione, competenze senza propaganda, lealtà da parte di una politica troppo distratta e lontana. In questo caso non si può che dire ‘La montagna non è riuscita a partorire neanche il topolino’”.

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