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10 Aprile 2026
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Boom di ascolti per Gratteri su La7. “Lezioni di Mafie” batte il Liverpool e doppia Labate

Ascolti record per il ciclo di approfondimento con Nicola Gratteri: il magistrato calabrese conquista il pubblico con il racconto delle vittime e la narrazione civile della lotta alle cosche

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Numeri da record per Nicola Gratteri. La prima puntata di Lezioni di Mafie, in onda mercoledì 17 settembre su La7, ha registrato 1,1 milioni di spettatori pari al 7,1% di share, superando la partita di Champions League su Tv8 e doppiando l’esordio di Tommaso Labate con Realpolitik su Rete4, fermo al 3,7%. Un risultato che dimostra come il pubblico televisivo abbia fame di inchieste e racconti civili, più che di talk show politici in affanno.

Il potere della ’Ndrangheta al centro della prima puntata

La serata inaugurale, condotta da Paolo Di Giannantonio con la partecipazione di Gratteri e dello studioso Antonio Nicaso, si è concentrata sul tema del potere della ’Ndrangheta. Un viaggio che ha spiegato come un’organizzazione nata tra le montagne della Calabria sia oggi una delle mafie più ricche al mondo, radicata in tutti e cinque i continenti e capace di infiltrarsi in finanza, economia e politica. Ma il vero cambio di prospettiva è stato il racconto delle vittime, di chi resiste e sceglie di dire no: la lotta alla mafia vista non dall’ottica dei boss, ma da quella delle persone offese.

Una nuova narrazione antimafia

La forza di Lezioni di Mafie sta nel proporre una nuova narrazione: niente celebrazione dei criminali, niente mitizzazione del potere mafioso, ma spazio a storie, testimonianze, esempi di coraggio civile. Un linguaggio asciutto, comprensibile, popolare ma mai banale, che ha saputo trasformare la divulgazione in strumento di consapevolezza civica. Un modello che ricorda la missione di Giovanni Falcone e Alberto La Volpe con la storica trasmissione del 1991, ma che oggi La7 rilancia con una veste moderna e incisiva.

Il confronto con la concorrenza

Il programma ha tallonato persino Chi l’ha visto? (9,4% di share) e ha dimostrato che il pubblico è stanco dei talk politici, sempre più autoreferenziali e sempre meno seguiti. La vittoria di Gratteri su Labate non è solo una questione di numeri: è la prova che i telespettatori vogliono un’altra televisione, fatta di inchieste e non di risse verbali. Una risposta concreta alle critiche del vice ministro Sisto, che aveva parlato di eccesso di “protagonismo giudiziario”: i dati Auditel dicono invece che la gente vuole capire e conoscere.

Un dettaglio importante: Nicola Gratteri ha partecipato a titolo gratuito, registrando il programma durante le sue ferie. Un gesto che conferma la sua idea di servizio verso i cittadini e che restituisce dignità al ruolo della magistratura quando si apre al confronto pubblico.

Servizio pubblico vero (ma su La7)

Il paradosso è che una trasmissione del genere non l’ha prodotta la Rai, ma un’emittente privata come La7, che con Lezioni di Mafie ha rilanciato la sua missione di televisione di qualità: offrire un’informazione che diventa formazione collettiva, contro silenzio e indifferenza. In un panorama dominato dall’intrattenimento e dalla leggerezza, il successo di Gratteri dimostra che c’è ancora spazio per una tv d’impegno.

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