Scatta oggi, mercoledì 2 settembre 2026, la preapertura della caccia in Calabria. Non si tratta dell’avvio generale della stagione venatoria, previsto per il 20 settembre, ma di una giornata anticipata sottoposta a limiti precisi per quanto riguarda specie, modalità di caccia, orari, utilizzo dei cani e territori interessati.
Dopo il recente passaggio davanti al Tribunale amministrativo regionale, il prelievo è consentito anche per il colombaccio. I cacciatori dovranno però prestare particolare attenzione alle aree protette e ai siti della Rete Natura 2000, perché in tutte le Zone di protezione speciale la preapertura resta vietata.
Quali specie si possono cacciare oggi
Il calendario venatorio 2026-2027 della Regione Calabria permette oggi il prelievo di colombaccio, gazza e cornacchia grigia. La caccia alle tre specie può essere praticata esclusivamente da appostamento. Il cacciatore deve quindi operare da una postazione fissa o temporanea, senza esercitare la caccia vagante sul territorio. Non è consentito abbattere altre specie. La quaglia, in particolare, non rientra tra quelle cacciabili il 2 settembre: la sua unica giornata di preapertura è fissata per domenica 13 settembre.
Gli orari: si può cacciare dalle 5.21 alle 19.24
Nelle giornate di preapertura la caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto. La tabella allegata al calendario regionale indica per il 2 settembre il sorgere del sole alle 6.21 e il tramonto alle 19.24. L’attività venatoria può pertanto svolgersi oggi dalle 5.21 alle 19.24. Fuori da questa fascia oraria qualsiasi attività di caccia è vietata. Gli orari cambiano nel corso del mese seguendo il progressivo accorciamento delle giornate. Prima di ogni uscita è quindi necessario consultare la tabella ufficiale e non utilizzare automaticamente l’orario previsto per il 2 settembre.
Colombaccio, il Tar revoca la sospensione
La preapertura al colombaccio era stata inizialmente bloccata dal Tar della Calabria. Con un decreto cautelare del 13 agosto, il presidente della Prima sezione aveva sospeso la parte del calendario che autorizzava il prelievo della specie nella giornata del 2 settembre. La situazione è cambiata alla vigilia della preapertura. Dopo la rinuncia dell’associazione ricorrente alla domanda cautelare, il Tar, con il decreto numero 151 del 31 agosto 2026, ha revocato il precedente provvedimento di sospensione. Di conseguenza, il colombaccio torna tra le specie cacciabili oggi, insieme a gazza e cornacchia grigia. La revoca riguarda la misura cautelare e non rappresenta una decisione definitiva sul ricorso. Il procedimento amministrativo resta pendente nel merito.
Le altre giornate della preapertura
Dopo il 2 settembre, il calendario autorizza altre cinque giornate anticipate. Si potrà tornare a cacciare sabato 5, domenica 6, giovedì 10, sabato 12 e domenica 13 settembre. In tutte queste date sarà consentito il prelievo di colombaccio, gazza e cornacchia grigia, sempre esclusivamente da appostamento. Il 13 settembre si aggiungerà la quaglia. L’apertura generale della stagione venatoria calabrese è invece fissata per domenica 20 settembre 2026. Da quella data entreranno in vigore i periodi stabiliti per le altre specie e sarà possibile esercitare la caccia nelle forme previste dal calendario.
Carniere: massimo otto colombacci al giorno
Il calendario regionale stabilisce un limite generale di 25 capi complessivi al giorno per cacciatore per la selvaggina migratoria. All’interno di questo tetto, il prelievo del colombaccio non può superare gli otto esemplari giornalieri. I capi abbattuti devono essere annotati sul tesserino venatorio secondo le modalità previste dalla normativa. Il rispetto del carniere individuale può essere verificato dagli organi di vigilanza durante l’attività o al termine della giornata. Per la quaglia, che potrà essere cacciata in preapertura soltanto il 13 settembre, il calendario stabilisce un limite di cinque capi al giorno e di 25 capi nell’intera stagione.
Quali cani possono essere utilizzati
Anche l’impiego dei cani cambia in base alle giornate. Oggi, così come il 5 e il 6 settembre, è consentito esclusivamente l’utilizzo dei cani da riporto, funzionale al recupero della selvaggina abbattuta. Nelle giornate del 10, 12 e 13 settembre potranno invece essere utilizzati cani da ferma, da cerca e da riporto, nel rispetto delle modalità di caccia autorizzate. Il calendario esclude espressamente l’addestramento e l’allenamento dei cani nelle giornate di preapertura. Il 2 settembre, pertanto, il cane da riporto può essere impiegato durante l’attività venatoria, ma non è consentito utilizzare la giornata per svolgere esercitazioni o addestramento.
Preapertura vietata in tutte le Zps
Uno dei divieti più importanti riguarda le Zone di protezione speciale. In tutte le Zps della Calabria la preapertura della caccia è vietata, indipendentemente dalla specie che si intende prelevare. Il divieto interessa quindi anche colombaccio, gazza e cornacchia grigia. Prima di raggiungere una zona di caccia è necessario verificare se il territorio ricada, anche parzialmente, all’interno di una Zps.
La caccia è inoltre vietata nei parchi naturali, nelle riserve, nelle oasi di protezione e negli altri territori sottratti all’attività venatoria. Il calendario dispone un divieto assoluto anche nelle Zone speciali di conservazione comprese nelle aree naturali protette e nelle Zsc ricadenti nel Piano faunistico-venatorio della provincia di Vibo Valentia. Specifiche limitazioni riguardano inoltre i siti denominati Foce del Fiume Crati, Lago di Tarsia, Serra Stella, Foce del Neto, Lago La Vota e Lago dell’Angitola.
Le aree interdette durante la migrazione autunnale
Dal mese di settembre fino al primo ottobre il calendario regionale prevede ulteriori tutele in alcuni siti interessati dalla migrazione degli uccelli. Il divieto riguarda Murge di Strongoli, Vallone Sant’Elia, Timpa di Cassiano Belvedere, Madama Lucrezia, Costa Viola e Alto Ionio Cosentino. Le restrizioni interessano anche le porzioni esterne ai parchi dei siti Marchesato e Fiume Neto e Sila Grande.
È vietata la caccia anche nei boschi percorsi dal fuoco per il periodo stabilito dalla legge. Chi pratica l’attività venatoria deve quindi controllare non soltanto la destinazione faunistica dell’area, ma anche l’eventuale presenza di ordinanze, incendi recenti o ulteriori provvedimenti locali.
Munizioni al piombo e tutela delle zone umide
Particolare attenzione deve essere riservata alle zone umide. Nelle Zsc costiere e fluviali individuate dal calendario devono essere utilizzate munizioni atossiche. Nelle Zone di protezione speciale e nelle aree umide è vietato utilizzare pallini di piombo all’interno degli specchi d’acqua e in una fascia di 150 metri dalle rive esterne. Restano inoltre vietati il danneggiamento e la distruzione di nidi, uova e rifugi degli uccelli. Nei siti della Rete Natura 2000, gli spostamenti con veicoli a motore devono avvenire esclusivamente lungo le strade e le piste già esistenti.
Documenti e controlli
Durante la giornata di caccia bisogna avere con sé la licenza di porto di fucile per uso caccia, la copertura assicurativa obbligatoria, il tesserino venatorio regionale e la documentazione relativa ai pagamenti e all’iscrizione all’Ambito territoriale di caccia. Il calendario prevede il pagamento della tassa regionale attraverso il sistema PagoPA disponibile sulla piattaforma dei servizi agricoli della Regione. La ricevuta deve essere conservata ed esibita quando richiesta. I controlli possono riguardare documenti, armi, munizioni, modalità di esercizio della caccia, carniere, annotazioni sul tesserino e rispetto dei confini delle aree protette.
Dal 20 settembre parte la stagione generale
A partire dal 20 settembre la caccia potrà essere esercitata per tre giornate alla settimana, scelte tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Martedì e venerdì restano giornate di silenzio venatorio. Fino a quella data rimangono valide esclusivamente le finestre previste dalla preapertura. Oggi, dunque, possono essere cacciati soltanto colombaccio, gazza e cornacchia grigia, da appostamento, nel rispetto degli orari e fuori dalle zone nelle quali l’attività è vietata. Considerato che sul calendario è ancora pendente un giudizio amministrativo, prima delle prossime uscite è opportuno controllare eventuali nuovi provvedimenti della Regione o del Tar.












