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16 Marzo 2026
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Calabria plastic free, sette Comuni premiati a Roma: Tortora conquista il massimo riconoscimento delle tre tartarughe

Dalla lotta ai rifiuti alla sensibilizzazione dei cittadini: crescono le amministrazioni impegnate nella transizione ecologica mentre la ricerca accende i riflettori sui rischi delle microplastiche per la salute umana

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Sette Comuni calabresi entrano tra le amministrazioni italiane premiate con il riconoscimento “Comune Plastic Free”, l’iniziativa promossa da Plastic Free Onlus che valorizza le realtà locali impegnate nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella promozione di politiche ambientali sostenibili.

I Comuni premiati sono Diamante e Paola in provincia di Cosenza, Tortora – sempre nel Cosentino – che ha ottenuto il massimo riconoscimento delle tre tartarughe, Montepaone e Sellia Marina nel Catanzarese con due tartarughe, oltre a Melissa nel Crotonese e Parghelia nel Vibonese.

Tra questi spicca proprio Tortora, uno degli undici Comuni italiani che hanno raggiunto il livello più alto del premio grazie ai risultati ottenuti nella gestione dei rifiuti, nella tutela del territorio e nelle attività di educazione ambientale.

Il segnale dei territori

Secondo i rappresentanti dell’associazione, la partecipazione della Calabria conferma una crescente attenzione delle amministrazioni locali verso i temi della sostenibilità.

Grande soddisfazione in casa Plastic Free per l’importante traguardo raggiunto dai territori calabresi – afferma Alberto Fio, referente regionale dell’associazione –. L’ampia partecipazione dei Comuni è un segnale che non possiamo ignorare: testimonia non solo il legame con la nostra organizzazione, ma soprattutto una rinnovata sensibilità verso la tutela del territorio”.

Per Fio si tratta anche di un indicatore politico e amministrativo:
La transizione ecologica è diventata una priorità nell’agenda di molti amministratori locali”.

Un premio in crescita a livello nazionale

La cerimonia della quinta edizione del riconoscimento si è svolta al Teatro Olimpico di Roma e ha premiato 141 Comuni italiani, selezionati per l’impegno nel contrasto all’abbandono dei rifiuti, nella diffusione di comportamenti sostenibili e nella gestione virtuosa del territorio.

Un numero che segna una crescita significativa rispetto agli anni precedenti.

Quest’anno registriamo un aumento del 15% dei Comuni premiati – spiega Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus –. Se nel 2022 erano appena 49, oggi sono 141. Il dato più importante, però, è l’impatto concreto delle nostre azioni”.

De Gaetano ricorda i risultati ottenuti dall’associazione con il contributo dei volontari e delle amministrazioni: “Grazie all’impegno di oltre 250mila volontari abbiamo rimosso più di 5 milioni di chili di plastica e rifiuti dall’ambiente. Il valore più grande resta l’impegno quotidiano delle comunità locali: piccoli gesti individuali, sommati tra loro, possono generare un cambiamento reale nella tutela dell’ambiente”.

Il ruolo delle istituzioni

Alla cerimonia è intervenuto con un videomessaggio il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini per contrastare l’inquinamento da plastica.

A fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, mentre un messaggio è arrivato anche dal presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi.

Microplastiche e salute: la ricerca

Durante l’evento sono stati presentati anche i primi risultati di una ricerca sostenuta dall’associazione sulla presenza di micro e nanoplastiche nell’organismo umano.

A illustrarli è stato Ennio Tasciotti, direttore scientifico di Plastic Free Onlus e professore ordinario dell’IRCCS San Raffaele di Roma.

Oltre il 90% della plastica che troviamo nel nostro corpo viene respirata – spiega Tasciotti –. Queste particelle possono accelerare l’invecchiamento delle cellule e accumularsi in diversi organi”.

Tra quelli più esposti c’è il cervello, che – sottolinea lo scienziato – “a differenza di altri organi come il fegato non ha la capacità di rigenerarsi”.

L’obiettivo dei progetti di ricerca è comprendere gli effetti tossici delle microplastiche e individuare strategie per proteggere le cellule da quelle che gli scienziati definiscono ormai “nemici invisibili”.

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