Il Comune di Vibo Valentia, capofila dell’Ambito territoriale sociale n. 1, rompe il silenzio dopo lo sfogo del cittadino che ha denunciato l’assenza di assistenza domiciliare per una donna super obesa allettata a Pizzo. La vicenda, rilanciata sui social e dalla stampa locale, ha acceso i riflettori sui servizi sociali del territorio.
“Non rimaniamo indifferenti, ma appare quantomeno ingeneroso leggere determinate affermazioni”, si legge nel comunicato diffuso dall’amministrazione comunale, che pur comprendendo le difficoltà individuali invita a non “gettare discredito su un intero settore per singoli episodi”.
I numeri dell’attività
L’ente capofila ha illustrato i dati dell’ultimo anno, sottolineando la mole di lavoro gestita quotidianamente per 15 Comuni del comprensorio: 2.279 pratiche sugli Assegni di inclusione, 188 beneficiari per l’assistenza domiciliare, 168 domande al Prins (Pronto intervento sociale attivo H24) con 140 utenti seguiti, 180 casi di famiglie affidate dal Tribunale e 16 affidi di minori attivi.
Il comunicato evidenzia anche 8 utenti nel progetto Housing first per i senza fissa dimora, 170 Progetti di Vita individuali (di cui 40 sottoscritti nell’ultimo periodo), 30 famiglie nel programma Pnrr Pippi contro la povertà infantile, oltre a trasporto sociale, mensa solidale con 8.600 pasti annui per 200 utenti e supporto a 56 caregiver.
Personale insufficiente e complessità organizzativa
Il Comune riconosce la complessità della situazione: “Operiamo con un numero di professionisti ancora insufficiente rispetto ai progetti da gestire”. Una criticità che, sommata alla dimensione territoriale dell’Ats, comporta “una complessità organizzativa significativa”.
Per facilitare l’accesso ai servizi, l’amministrazione ricorda la presenza del Pua (Punto unico di accesso), il segretariato sociale dove i cittadini possono ricevere informazioni e assistenza nella compilazione delle domande. Solo nell’ultimo anno, il PUA ha registrato circa 1.200 accessi.
“Riconosciamo che possono occasionalmente verificarsi difficoltà organizzative”, ammette il Comune, invitando però a “non permettere che episodi isolati neghino o pregiudichino il valore di un servizio che quotidianamente risponde alle necessità di migliaia di persone in situazioni di vulnerabilità”.
Il comunicato si chiude con un appello: “Invitiamo tutti i cittadini che riscontrano difficoltà nell’accesso ai servizi a contattare direttamente l’Ufficio Servizi sociali, iniziando dal Pua. Il nostro impegno è garantire che nessuno rimanga indietro”.









