Una situazione di grave disagio sociale, protrattasi per circa due anni, sembra essere giunta a un punto di svolta. Una donna vedova, residente in un alloggio popolare del Comune di Catanzaro insieme alle due figlie disabili e impossibilitate a deambulare, ha vissuto finora confinata in un appartamento al quarto piano di un edificio sprovvisto di ascensore. Una condizione che ha spinto l’avvocato Francesco Pitaro a notificare una formale diffida, ribadendo come il diritto a un alloggio accessibile sia tutelato dalla legge, la quale stabilisce una chiara precedenza nei cambi alloggio per i nuclei familiari con componenti affetti da disabilità.
Il passo indietro del Comune e la convocazione della Commissione
In risposta all’azione legale, lo scorso 2 marzo 2026, il Comune di Catanzaro ha inviato una nota ufficiale con cui riconosce finalmente il diritto di precedenza del nucleo familiare. L’Amministrazione ha contestualmente invitato il Presidente della Commissione per la Mobilità a esaminare l’istanza della madre delle due donne. Nonostante l’apertura dell’ente, la pressione legale non accenna a diminuire. Ieri è stato notificato un nuovo atto al Comune, al Prefetto e alla Commissione presso l’Aterp Calabria, in cui l’avvocato Pitaro “INSISTE NELLA RICHIESTA di assegnare all’istante e alle di lei due figlie disabili e incapaci di deambulare, con tempestività e comunque entro e non oltre dieci giorni da oggi, un alloggio che sia compatibile con le condizioni fisici e le patologie gravi da cui sono affette le due figlie dell’istante, tenendo in considerazione l’esistenza di un alloggio posto al piano terra del palazzo in cui risiede oggi la famiglia dell’istante.”
L’appello alla Prefettura e il rischio di ricorso giudiziario
Il caso assume anche una rilevanza istituzionale dovuta al silenzio delle autorità competenti. Nel documento si sottolinea come “Il presente atto è trasmesso ancora una volta alla Prefettura di Catanzaro, da cui ad oggi in merito a ciò non si è avuto alcun riscontro, nell’auspicio che il Prefetto possa occuparsi di tale caso di grave ingiustizia e discriminazione che riguarda persone fragili e disabili e deboli. Con riserva, trascorso il termine assegnato, di ricorrere all’Autorità Giudiziaria avverso le condotte omissive e inadempienti e illegali e discriminatorie che ledono inevitabilmente le due donne disabili e affette da grave handicap”.
La posizione dell’avvocato Francesco Pitaro
Intervenuto sulla vicenda, il legale ha espresso un giudizio netto sulla gestione della pratica da parte degli uffici comunali, chiedendo che alle ammissioni burocratiche seguano fatti concreti: “Si prende atto della nuova comunicazione del Comune di Catanzaro con cui finalmente si riconosce priorità ai nuclei familiari in cui vi sono disabili e con cui si riconosce l’omessa valutazione della richiesta di cambio alloggio che risale a circa due anni fa. Ora, però, non si cincischi più, si valuti rapidamente la domanda e si assegni prontamente al nucleo familiare un alloggio che sia idoneo ad ospitare anche le due figlie disabili e portatrici di handicap. Occorre umanità e tempestività e sensibilità nel fornire le dovute e giuste risposte ai soggetti fragili a cui devono essere garantiti i diritti previsti per legge per evitare ingiuste discriminazioni ed emarginazioni”.









