In Calabria la preoccupazione per i rischi online è ormai largamente diffusa. Circa otto cittadini su dieci dichiarano di temere l’esposizione a minacce come furti di dati, attacchi hacker e violazioni della propria identità digitale. Allo stesso tempo, una percentuale analoga ammette di non sentirsi sufficientemente informata sulle contromisure da adottare per proteggersi.
È quanto emerge dall’ultima indagine condotta dall’Osservatorio Sara Assicurazioni, che fotografa un territorio sempre più consapevole dei pericoli della rete, ma ancora fragile sul piano della prevenzione.
Attenzione in crescita, ma resta il senso di vulnerabilità
Negli ultimi anni l’attenzione verso i rischi informatici è aumentata per il 75% dei calabresi, mentre un ulteriore 17% afferma di essere sempre rimasto in stato di allerta. Numeri che raccontano una sensibilità crescente, alimentata anche dall’esperienza diretta.
Quasi un calabrese su due, infatti, dichiara di aver subìto o sospettato una qualche forma di violazione digitale. I canali più colpiti risultano essere i social network, seguiti dalle e-mail e dai siti di e-commerce o app per gli acquisti online. Non mancano i casi che coinvolgono conti bancari e strumenti di pagamento digitale, a conferma di un rischio trasversale.
Dati personali e danni economici: cosa spaventa di più
Alla domanda su quali siano le conseguenze più temute in caso di violazione dei dati, al primo posto emerge il rischio che le informazioni personali vengano utilizzate per scopi illegali. Subito dopo compare il danno economico, seguito dal senso di esposizione e vulnerabilità e dall’impatto psicologico.
Proprio quest’ultimo aspetto assume un peso crescente se si considera il fenomeno del cyberbullismo, percepito come un pericolo concreto soprattutto per i più giovani. Più di un intervistato su tre afferma infatti di conoscere qualcuno che ne è stato vittima, segno di un disagio che va oltre la dimensione tecnologica.
Famiglia e scuola al centro della prevenzione
Sul fronte della prevenzione, i calabresi indicano come attori principali le famiglie e le scuole, chiamate a svolgere un ruolo educativo fondamentale. Accanto a loro emerge la necessità di una maggiore responsabilizzazione dei ragazzi e di un controllo più incisivo da parte delle piattaforme social.
Una visione che riconosce la complessità del problema e la necessità di risposte condivise, ma che si scontra con una scarsa conoscenza degli strumenti di tutela disponibili.
Polizze cyber: uno strumento ancora poco conosciuto
Nonostante i timori diffusi, quasi l’80% dei calabresi dichiara di ignorare l’esistenza di polizze assicurative pensate per proteggere in caso di furto di dati, attacchi informatici o cyberbullismo. Una lacuna informativa significativa, che contribuisce ad alimentare il senso di insicurezza.
Eppure, una parte consistente degli intervistati afferma che prenderebbe in considerazione questo tipo di copertura. Le motivazioni principali riguardano la tutela legale, la copertura delle spese legate a frodi digitali, il senso di sicurezza personale e, per le famiglie, la responsabilità civile dei genitori per eventuali danni causati online dai figli minorenni.
Consapevolezza in aumento, protezione ancora fragile
Il quadro che emerge dall’indagine è chiaro: in Calabria cresce la consapevolezza dei pericoli digitali, ma resta forte il divario tra paura e strumenti di difesa. Un gap informativo che, secondo i dati, rischia di trasformare la diffusione della tecnologia in un fattore di insicurezza permanente, soprattutto per le fasce più giovani e vulnerabili della popolazione.








