A volte la storia riaffiora nei luoghi più impensabili. È successo oggi in un mercatino dell’usato, dove sono stati rinvenuti alcuni piccoli ma preziosi oggetti capaci di raccontare pagine fondamentali della sicurezza pubblica in Italia. Veri e propri “tesori” della memoria, legati alla nascita e all’evoluzione della Polizia di Stato.
Il portachiavi del 113: il numero che ha cambiato il soccorso
Tra gli oggetti ritrovati spicca un portachiavi celebrativo del 113, il numero di emergenza istituito nel 1968 e dedicato al pubblico soccorso. Un simbolo diventato negli anni sinonimo di prontezza, vicinanza ai cittadini e intervento immediato, che ha segnato una svolta nel rapporto tra forze dell’ordine e comunità.
Un piccolo oggetto, ma dal forte valore simbolico, che richiama l’idea di una Polizia sempre accessibile, riconoscibile e pronta ad aiutare.
La medaglietta del 48° Corso e le Guardie di Pubblica Sicurezza
Accanto al portachiavi, anche una medaglietta in argento del 48° Corso, risalente a un periodo storico in cui la Polizia di Stato era ancora conosciuta come Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.
Un’epoca in cui lo Stato avvertiva la necessità di creare un corpo militarmente organizzato, specializzato nella sicurezza urbana e nella prevenzione dei reati, in un contesto sociale e politico complesso. La medaglietta rappresenta oggi una testimonianza concreta di quella fase storica, fatta di disciplina, formazione e servizio.
Oggetti semplici, valori senza tempo
Questi reperti, pur nella loro semplicità, racchiudono valori che attraversano le generazioni:
servizio, professionalità, dedizione, vicinanza alla comunità.
Con il passare degli anni, la Polizia si è evoluta, adattandosi ai cambiamenti sociali, politici e tecnologici del Paese. Ma una cosa non è mai cambiata: la missione.











