Soverato ha risposto con una presenza straordinaria all’evento incentrato sui conflitti contemporanei, dimostrando una profonda sensibilità collettiva verso i drammi internazionali. “La grande partecipazione dimostra quanto sia forte nella nostra comunità la voglia di comprendere davvero cosa stia succedendo e quanto sia grande il desiderio di pace”, ha commentato Ernesto Alecci a margine dell’incontro intitolato “L’Umanità Negata – dall’Ucraina fino a Gaza, Testimonianze dal campo”.
Il dato più confortante della serata è stato il coinvolgimento di un pubblico eterogeneo: “Un incontro che ho voluto fortemente e in cui è stato molto bello poter osservare la partecipazione di tutte le generazioni, dai più giovani fino alla terza età, che hanno animato e stimolato la discussione, dimostrando quanto certi temi siano trasversali”.
Le voci dei reporter dal fronte
A guidare la platea nei meandri dei territori di crisi sono state le voci di chi quei teatri di guerra li vive quotidianamente per lavoro e missione umanitaria.
“Un sentito grazie va rivolto a Niccolò Celesti Geddes, fotoreporter di guerra di Firenze, e a Loris de Filippi, operatore umanitario friulano, che hanno portato qui da noi la loro preziosa testimonianza diretta e il loro prezioso materiale filmico e fotografico”, ha spiegato Alecci. Il loro contributo ha permesso di accendere un faro sulle realtà più crude dei conflitti, spesso distanti dalle narrazioni tradizionali: “Ci hanno aiutato a capire davvero quello che nessuno ci racconta, e cioè le strazianti condizioni di vita di quei territori falcidiati dalle guerre, dalle invasioni, dalle privazioni”.
I numeri della tragedia e la quotidianità negata
I racconti e le immagini proiettate in sala hanno ridefinito il concetto di emergenza umanitaria, descrivendo contesti in cui i diritti fondamentali sono stati completamente azzerati.
“Zone in cui ciò che per tutti noi è normale e accessibile, acqua, luce, cibo diventa risorsa scarsa e straordinaria”, è stato sottolineato durante la conferenza, tratteggiando i contorni di aree geografiche “dove ancora muoiono milioni di persone come in Ucraina, oppure dove attualmente sono morti 20.000 bambini e ci sono quasi 40.000 orfani come nella striscia di Gaza”.
Un dialogo senza filtri o ideologie
L’intento degli organizzatori non era quello di imporre una linea politica, ma di offrire una panoramica reale e documentata sulla sofferenza civile.
“All’interno di un colloquio neut, senza preconcetti e prese di posizione ideologiche, abbiamo voluto raccontare quello che è successo e quello che sta ancora accadendo in queste zone di guerra, senza filtri o censure”, ha ribadito Alecci, tracciando un parallelo storico con il passato del nostro Paese. “Situazioni che noi non abbiamo per fortuna mai vissuto e di cui abbiamo sentito parlare magari nei racconti dei nostri nonni o bisnonni”.
La forza della verità sul campo
L’impatto emotivo delle testimonianze ha lasciato un segno profondo sulla platea di Soverato, modificando la percezione stessa dei conflitti in corso. “Credo che chi abbia partecipato all’incontro sia andato via con un’idea diversa da quella che aveva fino a ieri”, ha concluso Alecci, visibilmente colpito dal clima di raccoglimento che si è creato all’interno del teatro comunale. “Grande è stata la commozione generale, serate come questa ti segnano per tutta la vita”.








