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27 Marzo 2026
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Depositi costieri di Vibo Marina, Meridionale Petroli smentisce il sindaco: “Nessun impegno sulla delocalizzazione”

Il gruppo denuncia un clima di “disinformazione” e chiarisce i punti emersi nel confronto con gli enti: nessuna area alternativa, nessuna garanzia sui tempi e sull’iter autorizzativo

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Meridionale Petroli esce allo scoperto e interviene pubblicamente sul dibattito che da mesi ruota attorno al deposito costiero di Vibo Valentia, contestando apertamente le ricostruzioni circolate nelle ultime settimane e richiamando alla necessità di un confronto fondato su dati concreti.

Attraverso una nota, l’azienda esprime “profondo rammarico” per quello che definisce un clima di crescente disinformazione, “maturato – si legge – anche a seguito delle dichiarazioni pubbliche rese dal sindaco di Vibo Valentia in merito al futuro dell’impianto”.

“Mai assunto impegni sulla delocalizzazione”

Nel comunicato, la società chiarisce in modo netto la propria posizione sul tema più delicato, quello della possibile delocalizzazione del deposito costiero.

Meridionale Petroli precisa infatti che “non è stato assunto né formalmente né informalmente rappresentato alcun impegno” nei confronti dell’amministrazione comunale da parte degli organi societari rispetto a un eventuale trasferimento dell’impianto.

Una presa di posizione che arriva dopo mesi di silenzio, durante i quali – sottolinea l’azienda – si era preferito non alimentare il dibattito pubblico, confidando nella possibilità che il confronto istituzionale potesse svilupparsi “su basi oggettive e verificabili”.

Il nodo della riunione del 30 gennaio

Nel ricostruire i passaggi più recenti, l’azienda richiama anche la riunione plenaria del 30 gennaio 2026, svoltasi in videoconferenza con tutti gli enti competenti.

Secondo quanto riferisce Meridionale Petroli, in quella sede sarebbe emerso con chiarezza che non risultano aree idonee già individuate per ospitare un eventuale nuovo deposito e che, allo stato attuale, non vi sarebbero garanzie né sulle autorizzazioni né sui tempi necessari per un eventuale iter di realizzazione.

Nella stessa riunione, sempre secondo la società, non sarebbe stata assicurata alcuna forma di sostegno pubblico, né la concreta possibilità di realizzare le infrastrutture necessarie per garantire il corretto approvvigionamento del prodotto energetico.

Altro punto evidenziato dall’azienda riguarda la concessione demaniale: la società sostiene che “la validità dell’istanza di rinnovo già presentata, e corredata – si legge – da tutti i pareri favorevoli, non sarebbe stata oggetto di contestazione“.

“Presidio industriale strategico per la Calabria”

Nel documento, Meridionale Petroli rivendica inoltre il proprio peso nel sistema economico e produttivo regionale, definendo il deposito di Vibo un presidio industriale strategico.

L’azienda sottolinea infatti di garantire oltre il 60% dell’approvvigionamento energetico regionale, oltre a sostenere occupazione diretta e un indotto che coinvolgerebbe migliaia di lavoratori.

Per questo, la società ritiene che una rappresentazione “non aderente alla realtà” rischi di colpire ingiustamente non solo l’impresa, ma anche i lavoratori, le famiglie e l’intero sistema collegato all’attività del deposito.

L’affondo sul clima politico e mediatico

Uno dei passaggi più duri del comunicato riguarda il contesto in cui, secondo l’azienda, si starebbe sviluppando la discussione pubblica.

Meridionale Petroli esprime infatti preoccupazione per il fatto che una questione così delicata venga progressivamente inserita in un quadro comunicativo dove, secondo la società, “le esigenze di visibilità e di consenso sembrano prevalere” rispetto alla necessità di una narrazione rigorosa e fedele ai fatti.

“Disponibili al confronto, ma servono prove concrete”

Pur confermando la propria disponibilità al dialogo e al confronto istituzionale, l’azienda chiede adesso che vengano messe sul tavolo “evidenze oggettive” a supporto di alcune dichiarazioni pubbliche richiamate nella nota.

Nel dettaglio, Meridionale Petroli sollecita chiarimenti concreti sia sull’eventuale individuazione di un’area ritenuta idonea per la realizzazione di un nuovo deposito costiero, sia sulla reale disponibilità di risorse pubbliche necessarie a rendere sostenibile e attuabile un’operazione di questo tipo.

Secondo la società, si tratterebbe di elementi già evocati pubblicamente come esistenti, ma che, almeno allo stato attuale, non troverebbero ancora un riscontro effettivo nei fatti.

La società: “Non resteremo più in silenzio”

La chiusura della nota è anche il passaggio più netto sul piano istituzionale e legale.

In assenza di chiarimenti o di elementi concreti, Meridionale Petroli avverte che non intende più restare in silenzio di fronte a dichiarazioni ritenute “non rispondenti al vero” o comunque difformi dal quadro fattuale.

La società si riserva quindi di tutelare la propria reputazione, i propri lavoratori e il ruolo che – rivendica – svolge “da oltre cinquant’anni al servizio della collettività”.

Una presa di posizione destinata con ogni probabilità ad alimentare ulteriormente il confronto sul futuro del deposito costiero di Vibo Valentia, tema che continua a intrecciare sviluppo, energia, sicurezza, lavoro e rapporti istituzionali.

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