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11 Giugno 2026
11 Giugno 2026
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Disabilità, al via la terza fase della riforma. L’Inps accelera in Calabria: irrompe la semplificazione

Dal 1° marzo 2026 certificato medico unico per l’accertamento. La regione entra integralmente nella sperimentazione nazionale

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Semplificazione, centralità della persona e innovazione digitale. Sono queste le direttrici della terza fase della Riforma della Disabilità che prenderà il via il 1° marzo 2026, come annunciato dall’INPS in attuazione del decreto-legge n. 19/2026 (art. 7) e del decreto legislativo n. 62/2024.

Dopo una prima fase pilota e un’estensione progressiva nel corso del 2025, la sperimentazione entra ora in una dimensione più ampia, coinvolgendo 40 nuove province italiane. Tra queste, l’intero territorio della Calabria, che completa così il percorso già avviato a Catanzaro.

Calabria, sperimentazione estesa a tutte le province

Dal 1° marzo 2026 il nuovo sistema di accertamento della condizione di disabilità sarà operativo anche nelle province di Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, oltre a Catanzaro dove la sperimentazione è partita il 1° gennaio 2025.

Per la Calabria si tratta di un passaggio strategico: la regione entra integralmente nel nuovo modello che punta a ridurre tempi e adempimenti burocratici, con un impatto diretto su cittadini, famiglie e operatori socio-sanitari.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: uniformità nazionale, meno passaggi amministrativi e maggiore rapidità nelle procedure.

Certificato medico unico: cosa cambia

La novità più rilevante riguarda la modalità di avvio del procedimento. Dal 1° marzo 2026, nelle province coinvolte, sarà sufficiente la trasmissione telematica del “certificato medico introduttivo” all’INPS per attivare l’iter di riconoscimento della disabilità.

Non sarà più necessario presentare ulteriori domande amministrative: l’Istituto diventa titolare unico dell’intero processo di accertamento.

Una svolta che punta a: eliminare duplicazioni procedurali; ridurre i tempi di istruttoria; garantire maggiore trasparenza; migliorare l’accesso alle prestazioni. Attenzione però alla scadenza: tutti i certificati redatti con le vecchie modalità nelle province ora coinvolte dovranno essere completati con la domanda amministrativa entro il 28 febbraio 2026, come chiarito dal messaggio n. 637 del 23 febbraio 2026.

Per l’invio della domanda i cittadini possono rivolgersi anche a patronati e intermediari autorizzati.

Le parole del presidente Fava

Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, traccia un primo bilancio: “Il bilancio delle prime due fasi della sperimentazione è complessivamente positivo. La riforma sta portando una progressiva semplificazione nell’accesso alle prestazioni”. E sottolinea l’approccio organizzativo adottato: “L’Istituto sta seguendo una modalità operativa particolarmente efficace, con una visione unitaria centro-territorio. La centralità della persona, su cui è costruito il progetto voluto dalla Ministra Locatelli, è tutelata dal ruolo dell’INPS orientato all’uniformità sull’intero territorio nazionale”.

Infine, l’accento sugli investimenti: “Stiamo investendo in innovazione tecnologica, logistica e interoperabilità tra Amministrazioni, affinché ogni cittadino possa accedere alle prestazioni senza ostacoli burocratici. È un passo concreto verso un sistema più moderno, equo e orientato alla qualità”.

Le 40 province coinvolte

La terza fase interesserà, oltre alla Calabria, numerosi territori tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Bergamo, Catania e la Provincia autonoma di Bolzano.

Si tratta di un ampliamento significativo dopo: la prima fase (dal 1° gennaio 2025) in nove province tra cui Brescia, Firenze, Perugia e Catanzaro;  la seconda fase (dal 30 settembre 2025) estesa a nove ulteriori province e alle autonomie speciali di Valle d’Aosta e Trento.

Un modello nazionale orientato ai diritti

La riforma, disegnata dal decreto legislativo n. 62/2024, punta a costruire un sistema moderno, inclusivo e orientato ai diritti, mettendo al centro la persona e superando la frammentazione amministrativa del passato.  Per la Calabria, l’estensione integrale della sperimentazione rappresenta un banco di prova cruciale: dalla capacità di applicare il nuovo modello dipenderà la reale efficacia di una riforma che promette di cambiare in profondità il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione in materia di disabilità.

Di seguito l’elenco delle province che avvieranno la fase di sperimentazione il 1° marzo 2026: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona, nonché nella Provincia Autonoma di Bolzano.  La sperimentazione segue il positivo percorso già avviato dal decreto legislativo n.62/2024. In particolare: dal 1° gennaio 2025 è stata avviata la prima fase sperimentale, che ha interessato le province di Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari;  dal 30 settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa alle province di Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza, nonché alla Regione autonoma Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento.

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