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3 Marzo 2026
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Fiammetta Borsellino incontra i giovani studenti di Corigliano-Rossano: “La memoria è una scelta di ogni giorno”

Una giornata di formazione civile dedicata alla figura del padre Paolo. Studenti, docenti e istituzioni insieme per riflettere sul valore della legalità e della testimonianza

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Una mattinata intensa e partecipata ha animato la Sala degli Specchi del Castello Ducale di Corigliano-Rossano, dove l’Istituto Comprensivo Erodoto, guidato dalla dirigente Susanna Capalbo, ha promosso l’incontro “Io, Paolo. La voce che resta” con la presenza di Fiammetta Borsellino. L’iniziativa rientra nel percorso di educazione civica “Dalla parte giusta – Educare alla verità, alla giustizia, alla pace”, che intende tradurre il tema della legalità in esperienza viva e condivisa.

La scuola come presidio civico

Nel suo intervento, la dirigente Capalbo ha ribadito il ruolo della scuola come luogo di formazione culturale e democratica: “Promuovere iniziative come questa significa dare concretezza ai principi costituzionali e formare cittadini liberi, responsabili e partecipi”. Ha inoltre sottolineato il valore della rete educativa territoriale, che coinvolge scuole, enti e forze dell’ordine: “Solo attraverso la collaborazione si costruisce una comunità capace di proteggere e di educare, offrendo ai ragazzi strumenti e visione”.

L’evento è stato curato dalla professoressa Le Voci, con la collaborazione delle docenti Oranges, Cardamone, Gabriele e Cerasoli, e del dipartimento di Educazione Musicale.

Gli studenti protagonisti della memoria

Gli studenti della scuola secondaria hanno portato in scena monologhi e riflessioni dedicate a Paolo Borsellino, restituendo il senso profondo di una scelta di vita coerente e coraggiosa. Particolarmente intenso il momento conclusivo con il monologo “Io, Paolo”, interpretato da Giuseppe Turano, genitore dell’Istituto, capace di trasformare la testimonianza in emozione condivisa.

Le parole di Fiammetta Borsellino

Nel suo intervento, Fiammetta Borsellino ha restituito l’immagine di un padre “uomo normale, rigoroso e affettuoso, animato da un profondo senso del dovere”. Ha ricordato come, dopo la strage, la famiglia abbia scelto non il silenzio, ma la testimonianza: “La memoria non è un’eredità che si riceve, ma una responsabilità che si esercita ogni giorno”.

Un messaggio che attraversa la comunità

All’incontro hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, rappresentanti del territorio e delle istituzioni scolastiche. Nel suo saluto, l’assessore regionale Pasqualina Straface ha sottolineato: “In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi, voi la coltivate come seme di coscienza civile. L’esempio di Paolo Borsellino resta una bussola morale”.

L’iniziativa ha confermato la volontà dell’Istituto Erodoto di farsi promotore di percorsi formativi capaci di collegare educazione, memoria e impegno civico, parlando ai giovani con un linguaggio autentico e condiviso.

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