10 Luglio 2026
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“Giù dai marciapiedi”. Corigliano Rossano e Stasi fanno da apripista: ecco l’ordinanza che sfratta i monopattini da marciapiedi e piazze

Aree pedonali interdette a qualunque dispositivo, piste ciclabili dei lungomari riservate alle sole biciclette tradizionali e a pedalata assistita, tutti gli altri mezzi obbligati alla carreggiata. Il provvedimento del sindaco Flavio Stasi arriva a poche ore dal 16 luglio, il giorno in cui per i monopattini elettrici scatta l'obbligo di assicurazione

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Cinque anni dopo aver aperto una sperimentazione da oltre sessanta dispositivi — segway, monopattini, monowheel, hoverboard — Corigliano Rossano cambia passo.
Quella che nel 2021 era stata presentata come una scommessa sulla mobilità del futuro oggi consegna alla città il suo rovescio prevedibile: marciapiedi e piazze trasformati in piste, minori alla guida di mezzi che la legge consente loro di condurre, e persino veicoli “truccati” capaci di correre più del dovuto.
La risposta dell’amministrazione comunale è un’ordinanza che prova a rimettere ciascun mezzo nella sua corsia, nel senso letterale.

La cornice: un problema nazionale che diventa locale

Il sindaco parte dal quadro generale. “Da qualche tempo è evidente che esiste un problema di sicurezza stradale sul territorio nazionale, e quindi anche nella nostra città, causato dall’utilizzo improprio di una serie di mezzi elettrici”, spiega Stasi.
Il ritratto che ne fa è quello, riconoscibile in ogni centro urbano, di una micromobilità senza argini: “Questi mezzi sfrecciano per la città incuranti che si tratti di marciapiedi, piste ciclabili o piazze, spesso condotti da minori perché per alcuni di essi la legge lo consente, e incuranti anche della segnaletica stradale: a volte li troviamo persino contromano”.
A dare la misura del fenomeno è un episodio concreto. “Qualche settimana fa un’operazione della Polizia ha individuato una serie di mezzi truccati, capaci di raggiungere velocità superiori a quelle consentite, aumentando così il livello di pericolosità”, ricorda il primo cittadino.
Da qui il lavoro con il comando di polizia locale, culminato nella firma dell’atto: “Abbiamo firmato un’ordinanza che prova a organizzare i flussi e, in particolare, a rendere più sicure le aree pedonali e ciclopedonali”.

Aree pedonali off limits, per tutti

Il cuore del provvedimento è netto e non ammette gradazioni. Tutte le zone pedonali della città sono interdette ai mezzi elettrici, marciapiedi, piazze, ogni spazio riservato al passo dei pedoni.
La stretta, però, non si ferma all’elettrico: riguarda anche i mezzi a trazione muscolare, che in quelle aree potranno solo essere condotti a mano, e a condizione di non intralciare chi cammina. “È un modo per restituire sicurezza sui marciapiedi ai cittadini, in particolare ad anziani, bambini e persone fragili”, è la ratio indicata da Stasi.
È qui che l’ordinanza mostra il suo tratto più distintivo. Non si limita a ribadire divieti già scritti nel Codice della strada: sceglie di sottrarre integralmente lo spazio pedonale al conflitto con la ruota, riportando il marciapiede alla sua funzione originaria. Una scelta di campo a favore dell’utente più esposto.

Lungomari: solo biciclette, e nei limiti di legge

La seconda linea di intervento riguarda le piste ciclabili della costa. Sui lungomari — da Torre Pinta a Schiavonea, passando per Sant’Angelo, Pirro Malena e Fabrizio — la circolazione è riservata alle sole biciclette tradizionali e a pedalata assistita, “nei limiti previsti dal Codice della strada”, sottolinea il sindaco. Il che significa una soglia precisa: “Con potenze superiori a quelle consentite non si potrà andare nemmeno lì”
Tradotto: la corsia ciclabile del mare torna a essere ciclabile davvero, sottratta alla pressione dei dispositivi più veloci e potenti che finora l’avevano usata come scorciatoia.

Tutti gli altri mezzi in carreggiata

Resta la domanda su dove finiscano i mezzi espulsi da marciapiedi e ciclabili. La risposta è la strada, quella vera. “Tutti gli altri mezzi non sono vietati, non possiamo vietarli, perché la normativa nazionale li consente, ma dovranno circolare esclusivamente sulla carreggiata, nel rispetto di tutte le regole”, chiarisce Stasi.
E le regole, per questa categoria di veicoli, si sono fatte più stringenti proprio in queste settimane: per i monopattini elettrici il casco è obbligatorio dall’entrata in vigore della riforma del Codice, il contrassegno identificativo è richiesto da maggio e, dal 16 luglio, scatta l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile — coincidenza di calendario che dà all’ordinanza un tempismo tutt’altro che casuale.

La logica: controlli più semplici, sanzioni immediate

Il sindaco non promette miracoli, e in questo la sua onestà argomentativa è la parte più credibile del provvedimento. “Non pensiamo di debellare il problema, ma soprattutto di rendere più semplici i controlli della polizia locale e delle altre forze dell’ordine”, ammette.
La regola chiara serve a rendere immediata la contestazione: “Da oggi, trovando uno di questi mezzi in sosta o in circolazione su una piazza o un marciapiede, potranno sanzionare immediatamente, con una funzione anche educativa”.
È l’ammissione che ogni amministratore conosce e raramente pronuncia ad alta voce: una norma vale quanto la capacità di farla rispettare. La partita, insomma, si sposta dal testo dell’ordinanza al numero degli agenti disponibili a farla vivere sulle piazze e sui lungomari.

Non siamo contro l’elettrico”: la difesa della mobilità dolce

Consapevole del rischio di apparire come il Comune che dichiara guerra alla micromobilità, Stasi chiude con una precisazione politica. “Non siamo contro la mobilità elettrica, anzi: siamo per la mobilità sostenibile e dolce”, rivendica.
“Ma non possiamo consentire che alcuni mezzi sfreccino in maniera indiscriminata, mettendo in pericolo i pedoni e chi vuole usare la bicicletta sulle piste ciclabili: proprio le attività che intendiamo favorire, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e di chi visita la nostra città”
La coerenza, sulla carta, regge: la stessa amministrazione che quest’anno ha incassato la doppia Bandiera Blu e ha depositato il primo Piano Spiaggia unico rivendica la costa come spazio da attraversare lentamente, in bicicletta e a piedi.
L’ordinanza, in questa lettura, non contraddice la sperimentazione del 2021: ne raccoglie i dati e ne trae la conseguenza. Cinque anni fa la città aprì la strada ai monopattini per capirne l’impatto; oggi, misurato quell’impatto, prova a stabilire chi passa dove.
Resta il banco di prova di sempre, che nessun testo può aggirare: da questa mattina, quante pattuglie saranno effettivamente sui marciapiedi di Schiavonea, Corigliano e Rossano scalo a trasformare l’ordinanza da comunicato in comportamento?

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