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7 Aprile 2026
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Il grande blackout del web: milioni di utenti a piedi per un guasto tecnico a Cloudflare

Migliaia di siti e app, da ChatGPT a Spotify, sono risultati inaccessibili per oltre un'ora a causa di un malfunzionamento in uno dei pilastri della rete

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Ancora un blackout globale a causa del malfunzionamento di Cloudflare, una delle piattaforme che gestisce una fetta cruciale del traffico Internet mondiale. Per oltre un’ora, migliaia di siti internet e applicazioni sono risultati completamente inaccessibili.

Il “tilt” ha colpito giganti del web: da X (ex Twitter) a Canva, da ChatGPT a Spotify, passando per servizi vitali come PayPal e Uber Eats. Persino il sito Downdetector, punto di riferimento per le segnalazioni di guasti, ha registrato problemi. La causa, identificata dagli sviluppatori e in via di risoluzione, è stata un problema tecnico su cui la società ha subito avviato un fixing.

L’ombra della manutenzione (e i precedenti)

Il problema è stato riscontrato intorno alle ore 12:00 italiane, ma la situazione è degenerata in criticità circa 48 minuti dopo, quando il portale di supporto di Cloudflare stesso ha iniziato a “riscontrare malfunzionamenti”.

Gli esperti hanno notato che il tilt globale si è verificato in concomitanza con una manutenzione programmata nel data center SCL (Santiago). Non è la prima volta che la società americana manifesta criticità: solo a giugno di quest’anno, un altro guasto tecnico aveva mandato offline numerosi siti, creando disagi a milioni di utenti di piattaforme come Twitch, Etsy e Discord.

Cloudflare: il potere invisibile del web

Cosa è Cloudflare e perché il suo fallimento ha un impatto così devastante? La piattaforma non è un semplice provider, ma un elemento fondamentale per il buon funzionamento e la sicurezza di siti in tutto il mondo.

Tecnicamente, l’azienda offre servizi di Content Delivery Network (CDN), essenziali per la gestione del traffico e per la velocità di caricamento, servizi di sicurezza Internet per la protezione da attacchi informatici (come i DDoS), e servizi di DNS. Si stima che Cloudflare “serva in media 78 milioni di richieste Http al secondo“, una cifra che rende evidente quanto l’affidamento a pochi colossi di questi servizi critici rappresenti un punto di estrema fragilità per l’intera rete globale.

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