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4 Aprile 2026
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Calabria
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Il paradosso di Tina e Milo: le mascotte di Milano-Cortina nate a Taverna e dimenticate dal Comitato

Dalla Sila al palcoscenico mondiale, l’estro degli studenti calabresi e un successo globale che però lascia l’amarezza di una comunità rimasta ai margini nel momento della consacrazione

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Il cuore creativo delle Olimpiadi invernali batte in Calabria, ma il Comitato organizzatore sembra averne smarrito le coordinate. Tina e Milo, i due ermellini scelti come volti ufficiali di Milano-Cortina 2026, sono nati tra i banchi dell’Istituto comprensivo “Costantino Mustari” di Taverna. Eppure, nonostante il loro bozzetto abbia sbaragliato migliaia di proposte nazionali, i giovani autori vivono oggi un paradosso: sono i padri di un simbolo globale rimasti esclusi dalla festa inaugurale.

L’orgoglio della “Città Pretiana”

Mentre le immagini della cerimonia facevano il giro del mondo, l’amministrazione comunale di Taverna ha scelto di condividere la visione dell’evento nella sala del Consiglio, trasformandola in un momento di identità collettiva. “La comunità di Taverna guarda con profondo orgoglio a questi giovani, che con il loro impegno e il loro estro hanno portato il nome della nostra cittadina all’interno di un evento di rilevanza internazionale, testimoniando la vitalità culturale e creativa che contraddistingue la cittadina pretiana” ha dichiarato il sindaco Sebastiano Tarantino. Ad attestare l’eccezionalità del caso, era presente anche una troupe televisiva giapponese, giunta in Calabria per omaggiare il talento dei ragazzi e documentare le bellezze del territorio.

Il gelo del Comitato Olimpico

Al trionfo creativo non è seguito, però, il dovuto riconoscimento istituzionale. Maria Rosaria Sganga, dirigente dell’Istituto di Taverna, non nasconde il disappunto per un silenzio assordante: “La popolazione scolastica e la comunità di Taverna hanno accolto con gioia l’esito della vittoria del bozzetto degli ermellini finalizzato all’elaborazione finale delle mascotte di Milano-Cortina. Sono state organizzate due grandi feste, una appena avuta la notizia e un’altra quando Tina e Milo sono arrivati a Taverna. Dispiace, però, constatare che l’organizzazione di Milano-Cortina non ha pensato di coinvolgerli in nessun modo, nemmeno all’inaugurazione dei Giochi o con l’invio di piccoli gadget da donare agli studenti del nostro Istituto, atteggiamento che ha suscitato delusione ed amarezza in noi adulti, genitori ed insegnanti”.

I nomi dei piccoli creatori, Aurora Munizza, Sara Godino, Francesco Angotti, Tommaso Pascuzzi e Federico Barra, insieme alla docente Gabriella Rotondaro, restano pilastri di un successo che parla calabrese.

Una ferita che si riapre

Non è la prima volta che Taverna subisce questa “disattenzione”. Già durante l’anteprima al Festival di Sanremo 2024, la scuola era stata esclusa dai riflettori. Sebbene il 16 maggio 2024 Tina e Milo fossero tornati tra i boschi della Sila e del Villaggio Mancuso per una celebrazione riparatrice, la mancata inclusione nella cerimonia ufficiale riapre una ferita diplomatica. Resta il valore di un progetto che unisce la creatività del Sud, ma rimane irrisolto il debito di gratitudine verso quegli studenti.

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