× Sponsor
16 Marzo 2026
9.1 C
Calabria
spot_img

Il Supercinema di Catanzaro a un passo dal buio definitivo: l’idea per salvarlo arriva dal modello Unical

Lo storico cinema del centro rischia di chiudere. Lettera al rettore Cuda per trasformarlo in spazio universitario di giorno e sala aperta alla città la sera, replicando l’esperienza già avviata all’Università della Calabria

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Il Supercinema — storico cinema e punto di riferimento culturale di Catanzaro — rischia di chiudere definitivamente, una ferita per la città non solo per gli amanti del cinema, ma per tutta la comunità. Ripercorrendo i fatti, non è la prima volta che quella luce si spegne: anni fa, dopo una crisi profonda, quando il Supercinema riaccese i battenti, la città, specie sui social, ringraziò quel gruppo di persone chi avevano avuto il coraggio di prendere in mano la situazione così da consentire la riapertura. Ma il miracolo, a quanto pare, non è durato. Ora si riparte da zero. O forse da un modello già rodato, molto più vicino di quanto si pensi, a pochi chilometri di distanza.

Il caso Unical: quando l’università salva il cinema

A Rende, nel campus dell’Università della Calabria, qualcosa che sembrava impossibile è già accaduto. Il nuovo Cinema Unical, da quasi un anno proietta film e rassegne d’autore; una struttura che arricchisce la vita del campus come polo di aggregazione per la comunità accademica e cittadina.
Il modello è preciso e funzionale: le sale restano a disposizione dei corsi di studio universitari per le attività didattiche nelle ore diurne, mentre la programmazione serale è aperta a tutto il territorio con un costo ridotto per gli studenti.

La proposta Dragone e l’appello dei consiglieri

È proprio su questo modello che si innesta la proposta lanciata dal giornalista Sergio Dragone, già capo ufficio stampa del Comune di Catanzaro, e raccolta ufficialmente da otto consiglieri comunali: Antonio Corsi, Giovanni Costa, Manuela Costanzo, Manuel Laudadio, Rosario Lostumbo, Rosario Mancuso, Francesco Scarpino e Raffaele Serò.
L’idea è semplice nella sua logica: replicare il modello Unical.

Coinvolgere il rettore Giovanni Cuda e l’Università Magna Graecia affinché adottino il Supercinema come spazio ibridoaula universitaria al mattino, sala cinematografica aperta alla città nel pomeriggio e in serata.

A sostenere la fattibilità, tre argomenti concreti: l’apertura della nuova linea C della metropolitana che renderebbe la sala facilmente raggiungibile dall’intera popolazione studentesca del campus; le residenze universitarie in corso di attivazione nell’ex Chimirri, con circa 150 posti letto, e un biglietto agevolato che potrebbe estendersi non solo agli studenti dell’UMG, ma anche a quelli dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio.

I cinema che diventano università: non è fantascienza

Quello che si propone per Catanzaro ha precedenti illustri in Italia e nel mondo. Il Teatro Italia di Venezia — un edificio neogotico del 1915 — ha vissuto una storia tormentata: dapprima trasformato in cinema, poi chiuso per anni, quindi riconvertito in sede universitaria, nuovamente abbandonato e infine riaperto come supermercato. Un destino altalenante che dimostra come questi spazi abbiano una vitalità straordinaria, capace di adattarsi alle esigenze dei tempi — per bene o per male.

Esperienze più virtuose esistono in tutto il mondo. A Bologna, il Cinema Lumière della Cineteca è da decenni spazio di proiezione, didattica e ricerca condiviso con l’Università. In molti atenei anglosassoni — da Oxford a Berkeley — i grandi auditorium universitari ospitano rassegne cinematografiche aperte al pubblico come prassi consolidata, non come eccezione.

Il silenzio che pesa: imprenditori “non pervenuti” e il ruolo dell’assessore

Il vero nodo politico della vicenda è l’assenza. I consiglieri firmatari dell’appello sono espliciti: la classe imprenditoriale cittadina è — salvo rarissime eccezioni — del tutto latitante, incapace o non disposta a investire nella propria città. C’è chi invoca imprenditori illuminati che vogliano restituire alla città parte di quello che la città ha generosamente offerto loro, ma l’attesa si protrae tra promesse disattese e occasioni mancate.

Più pesante, secondo il comunicato, è il silenzio istituzionale. L’assessore alla Cultura del Comune, (docente dell’UMG), non ha raccolto la proposta Dragone, pur avendo le credenziali e la posizione per fare da ponte tra Municipio e Ateneo.

Cosa farà il rettore Cuda?

Accettare questa sfida sarebbe un segnale di discontinuità col passato che ha visto spesso il mondo universitario cittadino e il tessuto urbano molto distanti. Il modello c’è, funziona, è già stato sperimentato a meno di cento chilometri di distanza.

La chiusura del Supercinema sarebbe una perdita dolorosa per la storia di Catanzaro: ancor di più quando accade in un centro storico già afflitto da mille problemi. Nel film di Tornatore, il Nuovo Cinema Paradiso viene demolito. A Catanzaro, si spera, il finale possa essere diverso. Ma per questo serve qualcuno che voglia scrivere un’altra sceneggiatura — e farlo adesso, prima che le luci si spengano del tutto. (m.c.)

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE