Una richiesta chiara, condivisa e non più rinviabile. I Comuni di Castrolibero, Cerisano e Marano Principato hanno presentato un’istanza formale alla Regione Calabria per chiedere il potenziamento immediato del Trasporto pubblico locale, ritenuto oggi insufficiente rispetto ai bisogni quotidiani dei cittadini.
L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare in modo concreto una criticità che incide ogni giorno sulla qualità della vita di migliaia di persone, tra corse limitate, collegamenti carenti e una dipendenza sempre più pesante dall’auto privata, con ricadute dirette sui costi sostenuti dalle famiglie e sull’impatto ambientale.
Una richiesta politica forte
Nel documento depositato agli uffici regionali, i tre enti locali sottolineano come il tema della mobilità non possa essere ridotto a una questione puramente organizzativa o tecnica, ma debba essere affrontato come un nodo che riguarda diritti, accessibilità ed equità sociale.
Per i promotori dell’istanza, investire nel trasporto pubblico significa infatti garantire a studenti, lavoratori e anziani la possibilità di spostarsi in modo dignitoso, senza essere costretti a fare affidamento esclusivamente su un mezzo privato, con costi che per molte famiglie risultano ormai difficili da sostenere.
Più corse e collegamenti migliori
Tra le richieste avanzate alla Regione c’è la necessità di una rimodulazione del servizio che tenga conto delle esigenze reali del territorio. In particolare, i sindaci chiedono un aumento della frequenza delle corse, con orari più aderenti ai bisogni di chi si sposta ogni giorno per motivi di studio o di lavoro.
Particolare attenzione viene inoltre riservata alle aree periferiche, considerate oggi tra le più penalizzate dalla debolezza della rete di collegamenti. Nel mirino finiscono soprattutto alcune zone che, secondo gli amministratori, necessitano di un rafforzamento immediato del servizio per evitare ulteriori disagi e isolamento.
Un fronte comune contro la frammentazione
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è la scelta dei tre Comuni di presentarsi con una posizione unitaria, superando divisioni e frammentazioni amministrative. Un passaggio politico che punta a rafforzare il peso della richiesta davanti alla Cittadella regionale e a rilanciare il tema della mobilità come questione strategica per l’intera area urbana.
Per i sindaci, il Tpl non può più essere considerato un servizio secondario, ma una leva fondamentale per sostenere la tenuta sociale, favorire lo sviluppo economico e migliorare la vivibilità complessiva del territorio.









