La Corte dei Conti ha deciso di sospendere temporaneamente l’iter amministrativo del Ponte sullo Stretto di Messina, rifiutando il visto di legittimità alla delibera Cipess n. 41/2025. La decisione arriva a pochi mesi dall’approvazione dell’atto, sollevando dubbi sulla regolarità formale del progetto, ma senza entrare nel merito politico dell’opera. Le motivazioni ufficiali saranno rese note entro 30 giorni.
Il progetto e il mancato visto
L’atto, approvato ad agosto, prevedeva il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Il mancato visto della Corte impedisce la registrazione della delibera, fermando temporaneamente il percorso burocratico dell’opera. Fonti interne precisano che la Corte ha esaminato coperture economiche, stime di traffico, conformità ambientale e antisismica, oltre alla corretta applicazione delle normative europee. Tra le questioni sollevate vi sarebbe anche la competenza del Cipess, considerato organo “politico”.
La posizione del Governo e delle opposizioni
Nonostante il parere negativo, il governo può decidere di procedere con il progetto, chiedendo un’ulteriore deliberazione al Consiglio dei Ministri. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha sottolineato che il progetto rispetta tutte le normative italiane ed europee, ribadendo: “Il ponte farà risparmiare tempo, denaro e salute”.
Critiche sono arrivate dall’opposizione. Il deputato Angelo Bonelli (Avs) ha parlato di gravi profili di illegittimità e ha definito il progetto “vecchio di 26 anni”. Salvini ha replicato che l’opera creerà 120mila posti di lavoro e non comprometterà altri investimenti in Calabria e Sicilia.
La reazione di Occhiuto
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha definito “assurda” la decisione della Corte, sottolineando che il Ponte rappresenta un’opportunità storica per il Sud e per la Calabria: “È una concreta possibilità di sviluppo, innovazione e dimostrazione delle nostre capacità realizzative. Il governo andrà avanti”.







