7 Ottobre 2026
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Lo stadio è un cantiere aperto e capienza ridotta a metà al Ceravolo: solo 5620 posti per Catanzaro-Mantova

La commissione conferma la capienza ridotta: aperti Distinti e Curva Est, ancora chiuse la Capraro e gran parte della tribuna. Il Comune punta a recuperare posti contro l’Ascoli e a completare la nuova curva entro fine novembre

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Da una parte il prato, dall’altra escavatori, terra smossa e recinzioni da cantiere. La fotografia scattata sul lato della curva Capraro racconta la trasformazione ancora in corso allo stadio “Nicola Ceravolo”: il Catanzaro continua a giocare in un impianto con interi settori indisponibili e una capienza fortemente limitata.

Per la sfida contro il Mantova, in programma domenica alle 15, non cambia nulla. Dopo il sopralluogo, la commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli ha confermato il limite di 5.620 spettatori complessivi, mantenendo l’assetto già autorizzato per le partite contro Sudtirol e Carrarese. Per riaprire altri spazi bisognerà aspettare nuovi controlli e l’avanzamento dei lavori.

Distinti e Curva Est aperti, tribuna ancora limitata

I tifosi giallorossi potranno accedere ai Distinti, con 3.250 posti, e alla Curva Est “Mammì”, con 1.900 posti. A questi si aggiungono i 220 posti degli sky box nella palazzina. I sostenitori del Mantova saranno sistemati nello spicchio superiore della tribuna Ovest “Bruno Cuteri”. Il resto della tribuna rimane chiuso per gli interventi necessari al montaggio della nuova copertura. Ancora indisponibile anche la Capraro, dove il cantiere sta preparando lo spazio destinato alla nuova struttura. Il tetto dei 5.620 spettatori riguarda dunque l’intero impianto, compreso il settore ospiti.

Un’autorizzazione alla volta: nuovi controlli prima di Ascoli e Padova

Il via libera della commissione vale esclusivamente per la partita con il Mantova. Nessuna autorizzazione estesa automaticamente alle successive gare casalinghe: la situazione dovrà essere riesaminata prima degli incontri con Ascoli, il 24 ottobre, e Padova, il 31 ottobre. Due appuntamenti ravvicinati che potrebbero segnare un primo recupero di posti. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è rendere disponibile almeno una porzione della tribuna già per la sfida contro i marchigiani. L’ipotesi più ampia riguarda la riapertura di tutti e tre i settori, centrale e laterali, ma resta subordinata alle condizioni di sicurezza.

A decidere saranno soprattutto le verifiche sull’area di cantiere alle spalle della tribuna. Le fondazioni per i pali destinati a sostenere la copertura risultano sostanzialmente completate: un passaggio necessario, che da solo non equivale però al via libera per il ritorno degli spettatori.

La copertura centrale attesa a novembre

Per il montaggio della copertura della parte centrale della tribuna, la finestra indicata è quella delle prime settimane di novembre, in concomitanza con la seconda sosta del campionato. Si tratta di una previsione di lavoro. Il recupero dei posti e l’installazione della copertura seguono passaggi distinti: l’eventuale apertura di un settore a ottobre dipenderà dall’esito dei controlli, mentre il completamento della protezione superiore è atteso successivamente. Per i tifosi, quindi, il calendario delle partite resta affiancato da quello del cantiere, con la disponibilità dei settori da confermare di volta in volta.

Capraro, gli scavi per una curva più vicina al campo

Sul fronte della Capraro, la foto mostra un escavatore nell’area dei lavori, terreno rimosso, resti di strutture e delimitazioni provvisorie. È qui che proseguono gli scavi per realizzare la base della nuova curva in acciaio. Il progetto prevede una gradinata rettilinea, sul modello inglese, collocata molto più vicino al terreno di gioco rispetto alla precedente configurazione. Un intervento destinato a cambiare il volto di quel lato dello stadio e il rapporto tra pubblico e campo. Secondo le previsioni del Comune, il nuovo settore potrebbe essere pronto entro la fine di novembre, in occasione della partita contro l’Avellino. Anche in questo caso, la data resta un obiettivo: la disponibilità effettiva dovrà essere accompagnata dalle necessarie verifiche e autorizzazioni.

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