La mafia non è più soltanto un fenomeno confinato al Sud Italia. È questo il cuore della dura presa di posizione di Libera contro la recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, approvata l’11 giugno, che individua le procure distrettuali operanti in aree ad “alta densità mafiosa”. Nel documento del Csm vengono indicate le procure di Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Salerno, ma secondo l’associazione fondata da don Luigi Ciotti la fotografia del fenomeno criminale oggi sarebbe incompleta.
“Le mafie si infiltrano anche al Nord”
In una nota ufficiale, Libera sottolinea come la geografia delle mafie sia profondamente cambiata negli ultimi decenni. Secondo l’associazione, le organizzazioni criminali oggi operano sempre meno attraverso la violenza evidente e sempre più tramite riciclaggio, infiltrazioni economiche, controllo del tessuto imprenditoriale e relazioni opache capaci di incidere sulla vita economica e sociale dei territori. “Riconoscere la mafia solo dove fa più rumore significa non riconoscerla dove è più pericolosa e produce più danni”, attacca Libera.
Le città del Nord finite sotto osservazione
L’associazione richiama una lunga serie di indicatori pubblici che dimostrerebbero la presenza stabile delle mafie anche nel Centro-Nord. Tra gli elementi citati figurano le interdittive antimafia emesse in regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, le segnalazioni di operazioni sospette dell’UIF e i numerosi beni confiscati presenti in territori storicamente considerati lontani dalle mafie. Libera richiama inoltre sentenze definitive e procedimenti per riciclaggio che avrebbero accertato la presenza di articolazioni mafiose in città come Milano, Torino, Bologna e Reggio Emilia.
Presìdi e sit-in nelle città del Nord
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla diffusione nazionale del fenomeno mafioso, Libera ha annunciato una serie di presìdi e sit-in dimostrativi nelle principali città del Nord Italia. Lo slogan scelto è chiaro: “Le mafie sono anche qui. I dati lo dicono”. L’obiettivo dell’iniziativa sarà quello di promuovere una riflessione pubblica sulla trasformazione delle mafie moderne e sulla necessità di aggiornare strumenti di analisi e contrasto.









