Le organizzazioni mafiose continuano a mantenere solide radici territoriali, ma operano ormai ben oltre i confini locali, muovendosi in una dimensione sempre più fluida e internazionale. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura a Bari con i vertici delle forze dell’ordine delle province di Bari, Bat e Foggia.
“Errore limitare le mafie ai territori di origine”
Rispondendo a una domanda sull’evoluzione delle organizzazioni criminali nel territorio pugliese, il titolare del Viminale ha evidenziato come una lettura esclusivamente locale del fenomeno mafioso rischi di essere fuorviante. “Se ci fermassimo a un’idea di delimitazione territoriale delle mafie commetteremmo errori enormi”, ha dichiarato Piantedosi.
Secondo il ministro, le mafie conservano il proprio radicamento storico, ma hanno sviluppato da tempo una capacità di espansione che supera i tradizionali confini geografici.
Dal narcotraffico ai furti d’auto: i business criminali oltreconfine
Piantedosi ha citato tra gli esempi il fenomeno dei furti d’auto, sottolineando come i veicoli rubati vengano spesso trasferiti e rivenduti all’estero. “Esiste una dimensione transnazionale che supera ormai i limiti territoriali”, ha spiegato, evidenziando come i principali business criminali abbiano assunto caratteristiche sempre più internazionali.
Il riferimento più diretto è stato al narcotraffico, definito il settore economicamente più redditizio per le organizzazioni criminali.
La presenza della ’ndrangheta e le alleanze criminali
Nel corso dell’incontro il ministro ha confermato anche la presenza di infiltrazioni riconducibili a organizzazioni mafiose provenienti da altre regioni italiane, compresa la ’ndrangheta. “Viviamo un’epoca in cui le organizzazioni criminali convivono e interagiscono tra loro”, ha affermato Piantedosi, spiegando che i grandi traffici illeciti favoriscono collaborazioni tra clan differenti.
Accanto ai fenomeni criminali autoctoni, dunque, operano anche gruppi collegati alle storiche mafie nazionali.
Strategie coordinate tra istituzioni e magistratura
Per il ministro dell’Interno diventa quindi fondamentale rafforzare il coordinamento tra prefetture, forze dell’ordine e magistratura.
Piantedosi ha spiegato che incontri come quello svolto a Bari servono proprio a costruire una lettura più ampia dei fenomeni criminali e ad elaborare strategie investigative condivise su scala distrettuale. Un modello che, ha annunciato, verrà replicato anche a Lecce nelle prossime settimane.








