Si è concluso positivamente, presso l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, il II Forum tecnico-scientifico dedicato all’aggiornamento dei Piani di Gestione delle Acque (PGA) e del Rischio Alluvioni (PGRA). L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 170 soggetti tra Enti istituzionali e comunità locali, rappresentando “un momento chiave di confronto partecipativo sulla pianificazione distrettuale”, come sottolineato dall’Autorità.
Al centro dei lavori, la presentazione della Valutazione Globale Provvisoria (VGP) e del Report ex articolo 5 della Direttiva 2000/60/CE, strumenti strategici per il terzo ciclo del PGA (2021-2027) e per l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio del PGRA (2022-2027), fondamentali per la governance delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico.
PGA III ciclo: stato avanzamento e sfide
L’ing. Pasquale Coccaro, responsabile del Piano Acque dell’Autorità di Bacino, ha illustrato dettagliatamente lo stato di avanzamento del PGA III ciclo, evidenziando criticità e opportunità. “Il piano è in fase di aggiornamento, con particolare riferimento al quadro conoscitivo, alla revisione degli obiettivi ambientali e alla definizione delle misure di gestione, in vista del Progetto di Piano IV Ciclo entro dicembre 2026”, ha spiegato Coccaro.
Al momento, il PGA conferma l’individuazione dei 1021 corpi idrici superficiali e dei 189 corpi idrici sotterranei, che coprono circa il 68% del territorio distrettuale, a conferma della rilevanza strategica delle acque sotterranee per il bilancio idrico e la tutela ambientale.
Analisi antropiche e rete di monitoraggio
L’aggiornamento dell’analisi delle pressioni antropiche ha integrato dati regionali e nazionali, con particolare attenzione a scarichi urbani, discariche e attività agricole. Il programma di monitoraggio del PGA III Ciclo ha permesso di raccogliere dati sullo stato qualitativo dei corpi idrici, con ricognizione in corso per il completamento della rete e la sua integrazione con le Regioni, elementi che costituiranno base del PGA IV Ciclo e del PGRA III Ciclo.
Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici
Il nuovo Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici, formalmente costituito nel dicembre 2025, rappresenta “uno strumento cardine per valutare la severità idrica e i fabbisogni del territorio”, spiegano i funzionari. Attraverso indicatori SPI e SPEI, il Rapporto biennale 2024-2025 sarà trasmesso agli Enti competenti e alle Regioni, con pubblicazione regolare dei risultati sul sito istituzionale.
PGRA III ciclo: focus Calabria e mappe aggiornate
L’ing. Luigi Iodice e l’ing. Rocco Bonelli hanno illustrato l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio alluvioni, con particolare attenzione alla Calabria, territorio pilota del processo. “Abbiamo integrato modellazioni idrauliche, richieste puntuali degli Enti locali, nuove aree geomorfologiche e zone colpite dalle alluvioni del 2010, oltre a mappature costiere da tsunami”, ha precisato Iodice.
Bonelli ha aggiunto: “Il progetto PSdGDAM-RisAl-Cal/L costituisce un unicum, correlando PGRA e PAI in un unico strumento, con mappe più aderenti allo stato reale dei luoghi e indicazioni innovative per la gestione e mitigazione del rischio idraulico”. Nel 2024 e 2025, sopralluoghi e voli Lidar hanno coperto la costa calabrese, analizzando oltre 4.400 punti e oltre 400 schede operative, evidenziando criticità come la vegetazione ostruente il 90% delle opere idrauliche.
Le nuove Norme di Attuazione prevedono strumenti innovativi per analisi di compatibilità, studi idrologici e idraulici, gestione del rischio e progettazione delle opere, mentre nel 2025 è stato avviato un percorso partecipativo con seminari, sportelli dedicati e collaborazione con Ordini professionali, Regione Calabria e Protezione Civile Regionale. Nel 2026 il processo sarà esteso a Campania e Lazio, completando la copertura distrettuale.
Valutazione Globale Provvisoria e criticità
La VGP evidenzia le principali criticità e linee di intervento: rafforzamento del quadro conoscitivo, dei programmi di monitoraggio, approfondimento dell’analisi economica e ottimizzazione delle competenze tra Enti. Non manca la segnalazione della frammentazione delle competenze, che rallenta la governance, seppur mitigata dall’azione dell’Osservatorio Permanente.









