Un diciannovenne di Reggio Calabria, diplomato al liceo classico con il massimo dei voti, ha scritto direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo l’annullamento del semestre filtro e la possibilità per tutti gli studenti di iscriversi al primo anno di Medicina.
Nella lettera, Agostino Veronese parla anche a nome di migliaia di colleghi italiani che hanno incontrato ostacoli con il sistema del semestre filtro, introdotto in sostituzione del tradizionale test di accesso.
Prove impossibili e trasparenza assente
“Non avrei mai pensato di dover scrivere una lettera così, ma sento che è un mio dovere”, scrive Veronese. Secondo lo studente, il semestre filtro si è trasformato in un bimestre impossibile, con un carico di studio ingestibile e prove non trasparenti.
“Le materie erano lontane dai nostri percorsi scolastici: fisica universitaria, chimica avanzata, biologia molecolare. Abbiamo dovuto studiare in due mesi ciò che normalmente richiede sei mesi”, denuncia il giovane.
A peggiorare la situazione, la mancanza di pubblicazione delle risposte corrette e delle griglie di valutazione, la segnalazione di possibili fughe di contenuti e controlli disomogenei tra le sedi d’esame, elementi che hanno minato la pari opportunità tra studenti.
Il danno umano e psicologico
Lo studente descrive un choc fisico, mentale ed emotivo condiviso da migliaia di ragazzi, costretti a studiare senza respiro, senza guida e senza strumenti per correggere gli errori.
“Ci hanno umiliati. Alcune università private e straniere hanno riaperto le iscrizioni mentre noi venivamo bocciati, creando l’impressione che il sistema pubblico fosse costruito per spingere i giovani verso percorsi privati costosi o all’estero”, scrive Veronese.
La richiesta al presidente
Agostino Veronese chiede al presidente Mattarella di difendere la dignità dei giovani italiani, evitando migliaia di ricorsi e un danno erariale e politico enorme.
“La soluzione più giusta e rispettosa della Costituzione è annullare il semestre filtro e permettere a tutti di iscriversi al primo anno di Medicina, come avviene in molti paesi europei”, conclude lo studente.
“Non vogliamo scappare all’estero né pagare per il nostro futuro. Vogliamo studiare, crescere e lavorare in Italia. Presidente, non abbandoni 65mila ragazzi nel momento più difficile della loro vita”.








