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26 Maggio 2026
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Metropolitana di Catanzaro: il viaggio inaugurale racconta anni di progettazione e sfide

Dalla pianificazione sotto Olivo agli studi e finanziamenti Loiero, fino alla cantierizzazione e alle varianti tecniche di Oliverio. L'excursus di Bruno sulla nascita dell'infrastruttura

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Oggi la metropolitana di superficie di Catanzaro compie il suo primo viaggio, ma la sua genesi risale a decenni di progettazione, scelte politiche e interventi tecnici che hanno attraversato più mandati regionali e comunali. A ricostruire il percorso è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che sottolinea come l’opera non possa essere attribuita a una sola stagione politica, ma sia il frutto di un lungo lavoro collettivo.

La metropolitana è stata pensata come un sistema strategico per la mobilità urbana, in grado di collegare centro e periferie, aree universitarie, ospedale e mare”, spiega Bruno. “Il successo odierno nasce dall’integrazione di due fasi complementari: l’ideazione e la programmazione strategica, e la cantierizzazione con le varianti tecniche e di sicurezza. Solo così si comprende la reale portata dell’infrastruttura”.

Dalle origini al primo cantiere: la visione politica e tecnica

L’idea della metropolitana risale al periodo dell’amministrazione comunale guidata da Rosario Olivo (2006–2011), che la concepì come un “pendolo urbano” in grado di connettere le principali aree della città. Fondamentale in questa fase fu il contributo dell’ingegnere Giovanni Angotti, capace di tradurre la visione politica in un progetto tecnico credibile.

La prima fase regionale coincide con la presidenza di Agazio Loiero (2005–2010). In quegli anni, il progetto viene inserito nel POR Calabria 2007–2013 e qualificato come Grande Progetto europeo, con studi di fattibilità e definizione degli assi principali: il collegamento tra Germaneto, Università, Policlinico e centro città.

Oliverio e la cantierizzazione: dalle parole ai fatti

La fase decisiva arriva con la presidenza di Mario Oliverio (2014–2020). “Al momento dell’insediamento, il progetto rischiava di perdere i finanziamenti europei a causa dei ritardi“, ricorda Bruno. La priorità divenne salvare i fondi, rendere l’opera cantierabile e garantirne l’eleggibilità per i rimborsi comunitari.

Un passaggio chiave fu la firma dell’accordo di programma nel 2017, sottoscritto da Sergio Abramo, Mario Oliverio e lo stesso Bruno. L’intesa permise di finanziare opere integrate a supporto del sistema cittadino dei trasporti e di avviare i lavori principali nel gennaio 2017, con l’apertura del cantiere alla presenza dei vertici regionali e comunali.

Varianti tecniche e adeguamenti strategici

Durante il mandato di Oliverio, furono gestite varianti decisive: dalla galleria di San Giovanni per la sicurezza del centro storico, all’interconnessione di Catanzaro Sala, nodo di scambio tra la nuova linea e quella storica delle Ferrovie della Calabria. Particolarmente rilevante fu la variante Germaneto–Cittadella regionale, che ampliò il bacino di utenti, e l’adeguamento tecnologico per i treni di nuova generazione Stadler. Nel 2021, una frana rese necessario un ulteriore consolidamento del tracciato.

“Senza queste scelte – conclude Bruno – l’opera avrebbe rischiato il blocco definitivo, per motivi di sicurezza e per rispettare gli standard europei di funzionalità. Ridurre la metropolitana a un solo nome o a una stagione politica significa ignorare la complessità di un progetto lungo e stratificato”.

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