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13 Giugno 2026
13 Giugno 2026
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Moni Ovadia scuote Cosenza: “Quello contro i palestinesi è un genocidio”

Il noto attore e intellettuale ha parlato al Museo delle Arti e dei Mestieri, nell’ambito di "Music for Change 16th". Con lui, i giornalisti Giorgio Mottola e Valeria Rando. Un incontro toccante tra denuncia, memoria e invito alla consapevolezza: "Studiate, o il potere vi renderà schiavi"

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Con parole nette e impietose, Moni Ovadia ha tenuto una lezione pubblica al Museo delle Arti e dei Mestieri, nel centro storico di Cosenza, durante il panel “Migrazioni e Popoli” promosso da “Music For Change – 16th edition. Insieme a lui, il giornalista di Report Giorgio Mottola, in collegamento, e la freelance Valeria Rando, reduce da un’esperienza sul campo in Libano.

“Anche io sono stato definito ebreo antisemita”

La voce di Ovadia, attore, scrittore e intellettuale di origini ebraiche, ha attraversato la platea di studenti in assoluto silenzio. “So solo che contro i palestinesi è in atto un crimine infame che prende il nome di genocidio”, ha detto. “Vi domanderete come sia possibile che, dopo tutto ciò che hanno passato gli ebrei, accada tutto questo. Beh, a differenza di ciò che pensava Hitler, gli ebrei sono solo uomini, e gli uomini sono capaci di tutto”.

Con un excursus storico sui media e la propaganda, ha accusato il sistema di informazione attuale di nascondere la verità. “Oggi è molto difficile accedere a un’informazione reale. I media mainstream hanno interessi che non sono quelli della verità”.

“Da 45 anni difendo i popoli colonizzati”

Ovadia ha ricordato la sua esperienza anche da collaboratore del Corriere della Sera, poi interrotta: “Quando ho iniziato a difendere apertamente i palestinesi, non mi hanno più chiamato. Non sono più stato invitato in TV. Ma io non mi sono mai piegato, se non alle cose in cui credo”.

Con l’umiltà di chi si definisce “un saltimbanco”, ha invitato gli studenti a non sottovalutare le potenzialità dello studio e della conoscenza: “Il vostro smartphone può rendervi stupidi o potentissimi, dipende da voi. Studiate, studiate, studiate”.

Applausi e commozione anche per Valeria Rando

A commuovere la platea è stato anche l’intervento della giornalista Valeria Rando, 26 anni, che ha raccontato la guerra vista dai bambini mutilati e dalle famiglie distrutte in Libano: “Il giorno spesso non arriva, perché per arrivare il giorno è necessario che finisca la notte”.

“L’umanità si è formata camminando”

In un’ultima riflessione, Ovadia ha attaccato il sionismo: “L’umanità intera si è formata camminando, non piantandosi. I sionisti si attaccano a Dio dicendo che Dio ha dato loro la terra: stupidaggini. A mio parere, siamo all’inizio della loro fine”.

L’intero panel è stato accolto da uno scrosciante applauso, con decine di ragazzi profondamente toccati da ciò che hanno ascoltato. Un momento che, tra memoria, verità e giustizia, ha lasciato un segno.

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