Le recenti ordinanze della Prefettura di Catanzaro hanno scosso l’amministrazione di Cropani con un rilievo tecnico insindacabile. I verbali annullati si basano su contestazioni effettuate tramite “utilizzo di strumenti elettronici, nel caso di specie non omologati né approvati ai sensi dell’art. 45, comma 6 del Codice della Strada”. Su questo presupposto, l’autorità prefettizia ha disposto la cancellazione delle multe e delle relative sanzioni accessorie, sollevando un caso di legittimità che travalica il singolo ricorso.
L’offensiva del Codacons: accesso civico agli atti
A fronte di questo scenario, il Codacons è passato al contrattacco depositando un’istanza di accesso civico indirizzata al Comune di Cropani e trasmessa alla Prefettura. L’obiettivo è ottenere la documentazione integrale: atti di affidamento, contratti, collaudi, manutenzioni, certificazioni di conformità e rendicontazione dei pagamenti.
“Vogliamo comprendere – spiega Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons – quanto costa, al cittadino, l’uso di uno strumento che il Prefetto ritiene illegittimo. Occorre fare chiarezza. Perché se il Prefetto annulla verbali elevati con strumenti che non risultano omologati o approvati, allora la questione non riguarda più un singolo verbale: riguarda il sistema. E riguarda soprattutto l’uso dei soldi pubblici”.
Il rischio di danno erariale e i costi per la collettività
L’associazione sottolinea come l’acquisto o il noleggio di tali dispositivi comporti costi fissi per canoni, licenze software e assistenza tecnica che gravano sui bilanci pubblici. Se il Comune continuasse a pagare per strumenti ritenuti non a norma, si profilerebbe un concreto danno erariale: denaro pubblico speso per alimentare un meccanismo che produce solo atti illegittimi destinati all’annullamento. “Non si può pretendere il rispetto delle regole – aggiunge Di Lieto – se chi lo invoca è il primo a non rispettarle”.
Il conto per l’amministrazione rischia di essere salatissimo: oltre al costo dello strumento, restano le spese di gestione delle notifiche e l’onere del contenzioso (rimborsi e ore di lavoro del personale). In sintesi, i cittadini pagherebbero due volte per un servizio che non regge sul piano legale.
La richiesta: sospensione immediata delle multe
Per il Codacons la soluzione è univoca: Cropani deve fermarsi. L’associazione esige lo stop immediato all’invio dei verbali fino a quando non sarà provata la piena regolarità delle procedure. Viene inoltre auspicato un intervento della Prefettura affinché imponga una linea netta a tutte le amministrazioni, evitando inutili costi collettivi.
“Dopo la decisione del Prefetto – sottolinea il Codacons – non è più accettabile andare avanti per inerzia. Vogliamo vedere i documenti: chi ha deciso, cosa è stato comprato o noleggiato, quali certificazioni esistono, che garanzie sono state prestate al Comune, quali verifiche sono state fatte e soprattutto quanto è stato pagato e quanto si paga ancora”.
Verso l’esposto alla Corte dei Conti
L’istanza richiede anche dati aggregati sul numero totale di verbali generati e sui rimborsi già effettuati. Il Codacons attende risposte precise e documentate, avvertendo che, in caso di conferme sull’impiego di fondi per strumenti non conformi, si rivolgerà alla Procura regionale della Corte dei Conti.
“Lo faremo – conclude Di Lieto – finché la Corte dei Conti esiste e può fare il suo lavoro” sottolineando che il confine tra inefficienza amministrativa e danno erariale è ormai divenuto estremamente sottile.








