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21 Aprile 2026
21 Aprile 2026
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Nasce “Terrae Magna Grecia”: 43 Comuni della Sibaritide uniti per rivoluzionare il turismo. Stasi nominato presidente

Flavio Stasi eletto alla guida della nuova rete territoriale: un progetto da oltre 230.000 abitanti che mette a sistema mare, montagna e identità arbëreshë. Le Lampare: "L'assenza di Cariati è politica e pesa sul futuro del territorio"

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Non è solo un accordo di promozione turistica, ma un vero e proprio atto di “geopolitica territoriale” quello siglato ieri a Corigliano Rossano.
Ben 43 amministrazioni comunali hanno superato i confini municipali per dare vita a “Terrae Magna Grecia”, una rete operativa che punta a trasformare un’area vasta e variegata in una destinazione competitiva sui mercati internazionali.
Dall’Alto al Basso Ionio, passando per la Sila Greca, l’Arberia e la Valle dell’Esaro, il territorio prova finalmente a parlare con un’unica voce autorevole di fronte ai livelli di governo superiori.

Una governance condivisa per superare i campanilismi

L’assemblea ha sancito un passaggio storico, eleggendo all’unanimità Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, quale primo presidente della rete.
La struttura non sarà verticistica, ma poggerà su un consiglio direttivo rappresentativo di tutte le sensibilità geografiche del territorio, garantendo spazio alle piccole comunità così come ai centri più grandi.
Il senso profondo dell’operazione è racchiuso nella scelta del nome “Terrae” (al plurale), che vuole esaltare l’autonomia dei singoli borghi in una cornice di cooperazione strategica. In questo contesto, le comunità Arbëreshë sono state indicate come pilastro identitario fondamentale dell’intera offerta culturale.

Dal logo identitario alla Roadmap 2027

Durante l’incontro è stato svelato il logo ufficiale, un simbolo che unisce la colonna ionica, l’onda marina e i profili dell’entroterra, sintetizzando una proposta che vuole integrare le spiagge con il turismo lento della montagna. Ma l’entusiasmo istituzionale deve ora tradursi in fatti, come confermato dallo stesso neo-presidente.
Stasi ha infatti tracciato il percorso immediato precisando che “l’obiettivo immediato della rete è trasformare la visione politica in lavoro concreto e quotidiano. È stata tracciata una ‘Roadmap 2027’ che prevede il raggiungimento di traguardi tangibili entro il prossimo triennio, tra cui la creazione di un cartello unico di eventi e la messa a sistema delle risorse esistenti”.

Una sfida politica per infrastrutture e trasporti

La rete nasce anche con una chiara ambizione di peso politico. L’unione di 43 comuni permette infatti di sedersi ai tavoli regionali e provinciali con una forza d’urto differente, specialmente quando si parla di pianificazione dei trasporti e infrastrutture, nodi storicamente critici per la fascia ionica e il Pollino. Gli amministratori presenti hanno espresso grande soddisfazione per quello che è stato definito un “miracolo di cooperazione”, nato dalla volontà di abbandonare le logiche di appartenenza partitica per combattere lo spopolamento. Nelle prossime settimane, dopo la formalizzazione del direttivo, la rete si aprirà al dialogo con l’imprenditoria privata, passaggio obbligato affinché la pianificazione istituzionale si trasformi in ricchezza reale e posti di lavoro per i cittadini.

Le Lampare: “L’assenza di Cariati è politica e pesa sul futuro del territorio”

Intanto il gruppo consiliare le Lampare, denuncia l’assenza del comune di Cariati, a rischio di “isolamento istituzionale”. L’assenza totale di rappresentanti (politici o delegati) alla nascita della rete “Terrae Magna Grecia” è vista dall’opposizione come un segnale di gravissima disattenzione e mancanza di visione strategica. Restare fuori da un progetto che unisce le risorse di 43 Comuni significa per le Lampare auto-escludersi da future relazioni, progettualità e finanziamenti infrastrutturali.
C’è anche una contraddizione politica. In una nota viene evidenziato il paradosso di un’amministrazione che usa slogan sull’accoglienza, ma diserta i tavoli operativi dove si costruisce realmente il prodotto turistico.
Da qui la richiesta di trasparenza: l’opposizione esige un chiarimento pubblico, definendo la scelta un’occasione persa che conferma la superficialità e il senso di isolamento della giunta attuale.

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