“Non provo né astio né rabbia per chi ha danneggiato la nostra azienda. Noi andiamo avanti lo stesso”. Matteo Tubertini, consigliere delegato della Caffè Guglielmo Spa, reagisce con determinazione agli atti intimidatori della ‘ndrangheta, che hanno provocato danni per milioni di euro.
Una battaglia contro il crimine, senza paura
Alla proiezione del docufilm “Le parole non bastano più”, tra gli imprenditori sotto tiro c’era anche Matteo Tubertini, simbolo di resistenza contro le intimidazioni della ‘ndrangheta. Nonostante i continui raid incendiari, che hanno devastato gli stabilimenti della Caffè Guglielmo, l’azienda non si è mai fermata, continuando a dare lavoro a 80 persone. L’ultimo attacco è stato devastante: un incendio ha causato danni per circa un milione di euro. Eppure, senza esitazione, lo stabilimento è stato ricostruito e la produzione ripresa. “Il nostro obiettivo è portare lavoro e benessere“, ha ribadito Tubertini.
L’onorificenza di Mattarella
Per il suo coraggio e la sua dedizione al made in Italy, Matteo Tubertini è stato insignito nel 2017 del titolo di Cavaliere ufficiale al Merito della Repubblica dal Presidente Mattarella. “Sono onorato – ha dichiarato – e lo sono ancora di più per la mia giovane età e per le motivazioni che hanno spinto la Presidenza della Repubblica a conferirmi l’onorificenza”. Un riconoscimento che ha voluto dedicare a due figure fondamentali della sua vita: “Mio nonno Guglielmo Papaleo e mia mamma Luciana“.
Tubertini ha portato il marchio Guglielmo oltre i confini italiani, promuovendo il made in Italy con il brand “Qualità Italiana“, creato anni fa. E oggi continua la sua battaglia: con determinazione, senza paura, con la voglia di guardare avanti.




