Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha modificato il decreto sulla rete ospedaliera, numero 69 del 14 marzo che, nei giorni scorsi, aveva sollevato numerose polemiche soprattutto per il ridimensionamento dell’ospedale di Lamezia. Nel nuovo testo sono state cancellate quasi tutte le modifiche, mentre aumentano i posti letto e i grandi reparti. La programmazione non fissa il numero delle strutture semplici, rimandando alla definizione degli atti aziendali.
Il nuovo decreto sulla rete ospedaliera
Il nuovo decreto apporta una serie di modifiche a quello precedente, ripristinando le parti dove si era tagliato, ovvero le unità operative complesse che risultavano essere 298, portate invece oggi a 306. In particolare, sarebbero stati ripristinati il Laboratorio di Analisi a Polistena, Genetica medica al Gom di Reggio Calabria, Chirurgia vascolare all’Annunziata di Cosenza, Nefrologia a Crotone, Recupero e Riabilitazione a Castrovillari e Polistena e Pediatria a Lamezia Terme. Inoltre, aumentano di una unità i punti di erogazione privati (da 78 a 79) e anche la dotazione di posti letto nel passaggio dalla precedente alla nuova programmazione: 6. 692 in quella del 14 marzo, 6.700 oggi con gli 8 posti letto da destinare alla disciplina di unità spinale.
Sparisce ogni riferimento alla quantificazione delle strutture semplici: in precedenza fissate a 227, oggi la determinazione viene rinviata alla definizione dei singoli atti aziendali. Per quanto riguarda l’ospedale lametino Giovanni Paolo II, il nuovo decreto mantiene l’aumento dei posti letto in 286 e modula invece la previsione precedente sui reparti: le strutture complesse, infatti, diventano 17, mentre quelle semplici 2. In più si specifica che : “Il Trauma Center, unico regionale, potrà essere allocato in posizione baricentrica regionale, a Lamezia Terme, tenendo conto anche del potenziamento e degli investimenti INAIL”. Il documento elimina anche ogni riferimento alle procedure di accorpamento delle unità operative delle ex aziende Pugliese Ciaccio e Mater Domini, oggi confluite nell’azienda unica Renato Dulbecco. Il testo ancora dovrà essere sottoposto al parere del tavolo di verifica interministeriale.








