Dopo oltre vent’anni di abbandono, fallimenti, contenziosi e progetti rimasti sulla carta, per Parco Romani potrebbe aprirsi una nuova fase. Il gigantesco complesso mai entrato realmente in funzione nel quartiere Sala, diventato nel tempo uno dei simboli più evidenti delle incompiute di Catanzaro, torna al centro del dibattito con un’ipotesi concreta: la realizzazione di uno studentato. Ad annunciarlo è stato il sindaco Nicola Fiorita, che sui social ha parlato apertamente di un “concreto spiraglio per il futuro” della struttura.
Fiorita: “Incontrato un imprenditore, ha ottenuto un finanziamento”
“Si apre un concreto spiraglio per il futuro del Parco Romani”, ha scritto Fiorita. Il primo cittadino ha spiegato che l’amministrazione comunale avrebbe continuato a lavorare negli ultimi anni per provare a individuare una soluzione per il complesso, mantenendo aperto il confronto sia con la Regione Calabria sia con soggetti privati. “Nella giornata di ieri ho incontrato un imprenditore, di cui preferisco per il momento non fare il nome, che ha acquisito alcuni spazi dell’immobile e ha ottenuto un finanziamento ministeriale destinato alla realizzazione di uno studentato”, ha aggiunto il sindaco.
L’ipotesi dello studentato e il nodo degli spazi pubblici
Il progetto riguarderebbe dunque la trasformazione di una parte del complesso in una residenza per studenti, sfruttando risorse pubbliche già ottenute dall’investitore. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di un imprenditore lametino che avrebbe acquistato dal fallimento il secondo piano dell’immobile. L’interlocuzione con Palazzo De Nobili potrebbe diventare decisiva anche per capire quale futuro assegnare alla porzione della struttura ancora riconducibile alla proprietà pubblica e come inserire il progetto dello studentato in una più ampia operazione di riqualificazione urbana. L’obiettivo sarebbe quello di rendere l’area appetibile per la popolazione universitaria, recuperando contemporaneamente un pezzo di città rimasto per decenni sospeso tra degrado e promesse.
Il “mostro” di Sala diventato simbolo delle incompiute
Parco Romani nasce nei primi anni Duemila come ambizioso centro commerciale e direzionale. Il progetto avrebbe dovuto trasformare una vasta area del quartiere Sala in un nuovo polo economico e di servizi. La storia, però, ha preso tutt’altra direzione. Tra fallimenti societari, vicende giudiziarie, contenziosi tra pubblico e privato e cambi di destinazione mai concretizzati, il complesso non è mai riuscito a entrare realmente in funzione. Negli anni è stato definito in molti modi: “cattedrale nel deserto”, “mostro di cemento e acciaio”, “monumento allo spreco e alla speculazione”. Un enorme guscio vuoto che ha finito per assumere un valore simbolico ben oltre la sua dimensione urbanistica. Una sorta di balena bianca spiaggiata nel quartiere Sala, visibile e ingombrante, impossibile da ignorare.
Dal fallimento alla possibile rinascita
Adesso, però, qualcosa potrebbe cambiare. “Seguiremo da vicino e con la massima attenzione ogni sviluppo di questa vicenda”, ha assicurato Fiorita, invitando comunque alla prudenza. “Oggi, con prudenza ma con reale fiducia, possiamo finalmente tornare a guardare alla riqualificazione di Parco Romani con un po’ di sano ottimismo”. Parole che non equivalgono ancora a un progetto definitivo né alla certezza che l’operazione arriverà fino in fondo. Ma, dopo anni di immobilismo, rappresentano il segnale più concreto di una possibile svolta.














