Uno sfregio o una scelta intelligente? Il dibattito sull’installazione di una pensilina in piazza San Leoluca a Vibo Valentia si carica di significati ben più profondi della semplice contrapposizione politica. A prendere posizione è l’archeologa Mariangela Preta, impegnata nella tutela del patrimonio culturale calabrese, che interviene con parole nette e senza ambiguità. “La tutela del patrimonio culturale – scrive l’esperta – non ha colore politico. Ha solo una direzione: il rispetto della legge e della storia. In queste ore si discute dell’installazione di una struttura/panchina nell’area antistante il Duomo di San Leoluca a Vibo Valentia. Come archeologa sento il dovere, prima ancora che il diritto, di intervenire con chiarezza e senso di responsabilità. Non siamo di fronte a una polemica. Siamo di fronte a una questione seria di tutela dei beni culturali, disciplinata in modo preciso dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004)”.
Il richiamo alle norme e alla responsabilità istituzionale
Nel suo intervento, Preta richiama con forza il quadro normativo che regola la materia, sottolineando come ogni intervento su aree di pregio storico e paesaggistico debba rispettare regole stringenti. “La normativa prevede infatti: Art. 21 – Gli interventi che incidono sul decoro e sulla conservazione dei beni culturali necessitano di preventiva autorizzazione della Soprintendenza. Art. 49 È vietata la collocazione di strutture e mezzi di pubblicità in prossimità di beni culturali quando ne venga compromessa la prospettiva o la dignità. Artt. 136 e 146 – In aree sottoposte a vincolo paesaggistico è obbligatoria l’autorizzazione paesaggistica preventiva. Art. 88 – Il sottosuolo con presenza di beni archeologici è tutelato direttamente dallo Stato. Art. 90 – Le aree con evidenze archeologiche devono essere preservate da qualsiasi intervento che possa comprometterne l’integrità. Art. 28 – È prevista la verifica preventiva dell’interesse archeologico prima della realizzazione di opere”.
“In quell’area resti ellenistici: serve massima attenzione”
Il punto più delicato, però, riguarda proprio l’area interessata dall’intervento. Un luogo che, come sottolinea l’archeologa, presenta un valore storico ancora più significativo. “Proprio in quel punto – prosegue -, durante i lavori di rifacimento della piazza, sono emersi resti strutturali di un edificio di età ellenistica, che ho avuto modo di seguire personalmente in qualità di archeologa. Questo dato rende la situazione ancora più delicata e meritevole della massima attenzione”. Un elemento che sposta il dibattito su un piano ancora più sensibile, quello della tutela archeologica.
Segnalazione alle autorità e appello alla città
Preta chiarisce anche di aver già attivato i canali istituzionali, nel rispetto del proprio ruolo professionale e civico. “Per senso del dovere professionale e civico, ho già informato le autorità competenti affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie”.
E poi il passaggio finale, che suona come un appello alla comunità: “Difendere il patrimonio culturale non significa fare opposizione. Significa difendere l’identità, la memoria e il futuro della nostra comunità. La tutela non è una scelta politica. È una responsabilità istituzionale e morale che riguarda tutti. Chi ama davvero questa città sa che la storia non si improvvisa, si rispetta”.









