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9 Febbraio 2026
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Ponte, alta velocità e sviluppo per il Sud: un nuovo modello di sviluppo sostenibile per Calabria e Sicilia

Sabato 28 marzo una manifestazione attraverserà lo Stretto. Un’iniziativa che punta a rimettere al centro il Mezzogiorno nel dibattito nazionale sulle infrastrutture strategiche

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Messina si prepara ad accogliere, sabato 28 marzo, una manifestazione a sostegno del Ponte sullo Stretto, dell’alta velocità ferroviaria fino alla Sicilia e di un piano integrato di infrastrutture strategiche per il Sud. L’iniziativa è promossa da movimenti civici e cittadini favorevoli alla realizzazione delle grandi opere tra Sicilia e Calabria, con un messaggio che vuole superare confini geografici e simbolici.

La mobilitazione non resterà confinata a una sola città. Sono infatti previste iniziative anche a Villa San Giovanni e Reggio Calabria, in quello che gli organizzatori definiscono un “abbraccio simbolico” tra le due sponde dello Stretto, per sottolineare l’idea di un destino infrastrutturale condiviso.

La sfida alla narrazione della marginalità

Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori in una nota diffusa nei giorni precedenti alla manifestazione, l’obiettivo è quello di riaprire il dibattito pubblico sul futuro dello Stretto, contrastando una rappresentazione che negli anni avrebbe descritto Sicilia e Calabria come territori strutturalmente marginali, penalizzati sul piano occupazionale, economico e infrastrutturale.

La manifestazione viene presentata come una risposta a quella che viene definita una narrazione “rinunciataria”, ritenuta responsabile di aver rallentato investimenti e scelte strategiche, contribuendo ad ampliare il divario con il resto del Paese.

Ponte e reti: un progetto integrato

Al centro dell’iniziativa c’è l’idea che il Ponte sullo Stretto non possa essere considerato un’opera isolata. “Rappresenta una grande occasione di rilancio per il Mezzogiorno – spiegano gli organizzatori nella nota diffusa a Messina – solo se inserito in un piano organico che comprenda il potenziamento della rete ferroviaria e autostradale, l’alta velocità fino alla Sicilia e un sistema di mobilità integrata tra le due regioni”.

Viene inoltre sottolineato il possibile impatto positivo in termini di occupazione, sia nella fase di costruzione delle infrastrutture sia nei comparti collegati, come turismo, industria e commercio, che potrebbero beneficiare di collegamenti più rapidi e continui.

Trasporti e transizione ecologica

Un passaggio rilevante del messaggio riguarda la transizione ecologica. Secondo i promotori, il rafforzamento del trasporto ferroviario e l’estensione dell’alta velocità consentirebbero di ridurre il ricorso a navi e aerei, abbattendo i costi legati all’insularità e migliorando la sostenibilità ambientale dei collegamenti tra Sud e resto del Paese.

In questa prospettiva, le grandi opere vengono presentate non come alternative alle politiche ambientali, ma come strumenti per una mobilità meno impattante e più efficiente.

Un appello alla politica nazionale

L’appuntamento del 28 marzo a Messina nasce con l’intento dichiarato di sollecitare la politica nazionale a trasformare le scelte infrastrutturali in atti concreti di sviluppo economico e sociale per Sicilia e Calabria. La manifestazione si propone come un momento di pressione pubblica, nel tentativo di riportare il tema delle grandi infrastrutture del Sud al centro dell’agenda istituzionale.L’esito politico e operativo di questa mobilitazione resta affidato alle decisioni che verranno assunte nei prossimi mesi a livello governativo e parlamentare.

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