Il governo italiano è intervenuto nuovamente sul progetto del Ponte sullo Stretto, con il quinto decreto-legge in meno di tre anni, suscitando nuove critiche da parte del comitato cittadino “Invece del ponte”.
Nomina controversa del commissario straordinario
Secondo il comitato, la prima sorpresa del decreto è la nomina dell’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, a commissario straordinario incaricato di predisporre una nuova delibera Cipess.
“Invece di una rimozione arriva una promozione: una scelta difficilmente giustificabile e che fa a pugni con il buonsenso”, afferma il comitato. Il commissario dovrà rifare il Piano Economico e Finanziario e acquisire i pareri dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, passaggi che il governo aveva tentato di aggirare nel primo decreto.
Contraddizioni giuridiche e timori verso i controlli
Il comitato sottolinea come lo schema di decreto presenti contraddizioni giuridiche: “Si basa su una norma che poi smentisce, senza riformarla”, spiegano i cittadini.
Evidente è anche il timore verso i controlli: il decreto ribadisce i limiti già posti dalla legge al controllo della Corte dei Conti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, un passaggio definito dal comitato come “del tutto superfluo, quasi un monito ai giudici e ai tecnici”.
Il comitato conclude evidenziando come il decreto rappresenti un concentrato di forzature e conflitti di interessi, senza aggiungere nulla alla normativa vigente e sollevando dubbi sulla sostenibilità dell’intera operazione.









