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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Porto di Catanzaro, la beffa dei diportisti: Fiorita chiede soldi già pagati. Scatta l’esposto in Procura

Il sindaco diffida i diportisti al pagamento degli ormeggi, ma le somme risultano già versate alla società concessionaria. L’Associazione Amici del Porto replica con l’avvocato Pitaro: "Richiesta illogica"

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Il porto di Catanzaro torna al centro di una vicenda che ha il sapore della beffa amministrativa. Il sindaco Nicola Fiorita, nella sua duplice veste di primo cittadino e custode giudiziario dei pontili, ha inviato una diffida ai diportisti chiedendo il pagamento di 236,81 euro per il periodo 27 giugno – 31 ottobre 2025 e di 60 euro mensili a partire dal 1° novembre 2025. Il problema? Quei soldi sono già stati pagati.

I diportisti: “Abbiamo già pagato tutto”

A rispondere è l’Associazione Amici del Porto, realtà radicata nel territorio e composta da centinaia di diportisti, tutti proprietari di imbarcazioni ormeggiate nel porto cittadino. Con una nota formale firmata dall’avvocato Francesco Pitaro, l’associazione contesta integralmente la diffida del sindaco, definendola: “manifestamente infondata, vessatoria e contra ius”. Il punto centrale è semplice: i diportisti hanno già pagato l’intera annualità 2025 alla Carmar Srl, società a cui il Comune di Catanzaro ha affidato la concessione dei pontili.

Sessant’anni di incompiutezze e pontili inutilizzabili

Nel documento legale si ricorda anche come il porto di Catanzaro, dopo oltre 60 anni, risulti ancora non completato e spesso parzialmente inutilizzabile, costringendo negli anni molti diportisti a spostarsi verso porti di altri comuni. Nonostante ciò, i proprietari delle barche hanno regolarmente sottoscritto contratti con Carmar già dal 2024 e versato in anticipo tutte le somme dovute per il 2025, con pagamenti documentabili.

“Così si paga due volte lo stesso servizio”

Secondo l’avvocato Pitaro, la richiesta del sindaco-custode è illogica e ingiusta: “Il Sindaco, sul presupposto di essere Custode giudiziario dei pontili di proprietà Carmar, pretende il pagamento per un periodo già integralmente saldato alla concessionaria. Così facendo, si chiede ai diportisti di pagare due volte per un unico servizio”. E ancora: “È una pretesa iniqua, che colpisce soggetti inermi e incolpevoli, i quali hanno semplicemente pagato a chi il Comune stesso ha scelto come concessionario”.

La chiamata in causa di Carmar (e della Procura)

La nota dell’Associazione è stata trasmessa anche a Carmar Srl, che – si sottolinea – è perfettamente a conoscenza dei pagamenti ricevuti. Ma non solo: l’atto è stato indirizzato anche alla Procura della Repubblica del Tribunale di Catanzaro, a tutela dei diportisti da eventuali iniziative illegittime o ritorsive.

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