Un nuovo tassello si aggiunge al percorso di rafforzamento infrastrutturale del porto di Gioia Tauro. È stato infatti ufficialmente consegnato al Ministero della Salute il nuovo Posto unico di ispezione frontaliera, struttura destinata a potenziare il sistema dei controlli sanitari e fitosanitari nello scalo calabrese.
La consegna è stata formalizzata attraverso la sottoscrizione di un contratto di comodato d’uso tra il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, e il direttore Uvac/Pcf per Campania, Calabria e Sicilia del Ministero della Salute, Alessandro Raffaele.
Un investimento da 2,7 milioni per lo scalo calabrese
La nuova infrastruttura è stata realizzata dall’Autorità portuale con un investimento complessivo di 2,7 milioni di euro. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di modernizzazione del porto, con l’obiettivo di migliorare i servizi logistici e di controllo legati alla movimentazione delle merci.
L’opera nasce come risultato di una collaborazione istituzionale finalizzata a sostenere la crescita produttiva dell’area portuale, mantenendo al centro il rispetto delle norme in materia di sanità pubblica, sicurezza alimentare e prevenzione.
Più velocità nei controlli su merci e animali vivi
Il nuovo presidio è stato realizzato in prossimità dell’area operativa del Terminal Mct e sostituisce le precedenti strutture dedicate ai controlli in ingresso. La sua funzione sarà quella di concentrare in un unico punto le attività ispettive relative a diverse categorie di merci e agli animali vivi.
L’obiettivo è rendere più snelle e rapide le procedure di verifica, assicurando il rispetto delle normative europee su alimenti, mangimi, salute animale e benessere animale. Un passaggio che può incidere in maniera significativa sulla competitività dello scalo, soprattutto in una fase di crescita dei traffici internazionali.
Una struttura da 4mila metri quadrati
Dal punto di vista tecnico, il nuovo Border Control Post si sviluppa su una superficie complessiva di 4.000 metri quadrati. L’area è organizzata in tre capannoni retrattili e in 34 moduli prefabbricati, progettati per ospitare le diverse funzioni operative e amministrative.
Nel dettaglio, 22 moduli sono destinati alle attività del Posto di Controllo Frontaliero, mentre 6 moduli ospiteranno il Servizio Fitosanitario. Altri spazi saranno invece riservati agli uffici dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza, rafforzando così l’integrazione tra i diversi soggetti coinvolti nei controlli.
A completare la dotazione dell’impianto c’è anche una cella frigorifera di 190 metri quadrati, suddivisa in ambienti a temperature differenziate, fondamentale per garantire la corretta conservazione delle merci sottoposte a verifica.
Un’infrastruttura strategica per i traffici internazionali
L’attivazione della nuova struttura viene letta anche in chiave geopolitica e commerciale. Il porto di Gioia Tauro si attrezza infatti per rispondere alle esigenze poste dai nuovi scenari del commercio globale e dagli accordi internazionali che potrebbero intensificare i flussi di merci verso i porti europei.
Tra i riferimenti più significativi c’è anche il possibile impatto dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur, destinato a incidere sugli scambi tra continenti e ad aumentare la necessità di presidi moderni, efficienti e in linea con gli standard richiesti dalle normative comunitarie.









