Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo viene indicato come un passaggio rilevante per la vita democratica del Paese. In un editoriale pubblicato su Avvenire, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha invitato i cittadini a prendere parte al voto, sottolineando il valore civico della consultazione.
“Il mio primo auspicio è la partecipazione al voto”, afferma, chiarendo che non si tratta di una semplice formalità né di una scelta di schieramento, ma di un momento in cui una comunità è chiamata a definire la propria identità.
Il sostegno al “Sì” e le ragioni della scelta
Nel suo intervento, Sbarra esplicita anche la propria posizione favorevole alla riforma. “Il mio secondo auspicio è che prevalga il ‘Sì’”, scrive, spiegando che la scelta nasce dalla convinzione di poter rendere più chiaro il funzionamento della giustizia.
Secondo il sottosegretario, una distinzione più netta tra le funzioni della magistratura contribuirebbe a rafforzare la percezione di imparzialità e trasparenza, senza rappresentare un attacco all’ordine giudiziario.
Giustizia e fiducia dei cittadini
Un punto centrale dell’analisi riguarda il rapporto tra sistema giudiziario e fiducia pubblica. Sbarra evidenzia come il tema non sia limitato agli addetti ai lavori, ma coinvolga direttamente i diritti e la vita quotidiana dei cittadini.
“L’invito a votare ‘Sì’ è sostegno a un’idea di giustizia come servizio alla verità, ai diritti, alla collettività”, sottolinea, richiamando la necessità di rafforzare la credibilità delle istituzioni.
Riformare per rafforzare, non per indebolire
Nel ragionamento sviluppato nell’editoriale, viene respinta l’idea che intervenire sulle istituzioni significhi metterle in discussione. Al contrario, secondo Sbarra, la riforma rappresenta un’opportunità per migliorarne il funzionamento.
“Difendere le istituzioni non significa immobilizzarle”, afferma, sostenendo che il cambiamento può contribuire a rendere più efficiente il sistema, anche in termini di tempi della giustizia e capacità di risposta.
Il significato del referendum
Il voto viene quindi interpretato come una scelta che va oltre gli aspetti tecnici della riforma. Per il sottosegretario, si tratta di una decisione che riguarda il modello di giustizia da consegnare al futuro del Paese.
“Spero che il 22 e 23 marzo si vada a votare con questa consapevolezza”, scrive, evidenziando come la consultazione rappresenti un’occasione per rafforzare il ruolo attivo dei cittadini nella vita pubblica.
Una scelta che guarda alle nuove generazioni
In chiusura, Sbarra ribadisce la propria posizione personale: “Io voterò ‘Sì’”, spiegando che una giustizia più chiara nelle sue funzioni e responsabilità può risultare più solida e degna della fiducia collettiva.
Un messaggio che richiama il senso del servizio pubblico e la responsabilità di contribuire, attraverso il voto, alla costruzione del bene comune.









