Si è svolto questa mattina a Palmi un confronto pubblico dedicato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma dell’ordinamento della magistratura.
L’incontro si è tenuto nella Sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, all’interno dei locali del Tribunale civile di via Roma, e ha visto la partecipazione di avvocati, magistrati e cittadini interessati al tema.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Virtus con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, della Camera Penale e della Camera Civile di Palmi.
Le ragioni del “Sì”
A sostenere le ragioni del “Sì” sono stati l’avvocato Giovanni Montalto, penalista del Foro di Palmi e componente del direttivo della Camera Penale, e l’avvocato Rosario Milicia, anch’egli penalista del Foro palmese.
Secondo i relatori, la riforma sarebbe necessaria per introdurre una chiara distinzione ordinamentale tra pubblico ministero e giudice, rafforzando il principio di terzietà del magistrato e il corretto funzionamento del giusto processo.
Una posizione che, secondo i sostenitori della riforma, troverebbe coerenza nell’impostazione prevista dall’articolo 111 della Costituzione, dedicato proprio ai principi del giusto processo.
Le posizioni del “No”
Di segno opposto gli interventi del giudice Antonio Salvati, in servizio presso il Tribunale di Reggio Calabria, e del sostituto procuratore Letterio De Domenico, magistrato della Procura della Repubblica di Palmi.
Entrambi hanno evidenziato i possibili rischi legati alla frammentazione dell’ordine giudiziario, sottolineando le possibili ricadute sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura.
Secondo i relatori del “No”, una separazione netta tra le funzioni potrebbe incidere sugli equilibri istituzionali del sistema giudiziario italiano.
Il valore del confronto istituzionale
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il consigliere dell’Ordine degli Avvocati Giuseppe Saletta e il presidente della Camera Civile di Palmi, Vittorio Chiamo, che hanno rimarcato l’importanza di un confronto pubblico su una riforma di rango costituzionale.
A moderare il dibattito è stato l’avvocato Michele Albanese, presidente dell’Associazione Virtus, che ha guidato l’incontro favorendo un dialogo tecnico e rispettoso tra le diverse posizioni.








