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4 Marzo 2026
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Riforma Csm, Gratteri contro FdI: “Mai autorizzato l’uso del mio nome per il referendum”

Vecchie dichiarazioni rilanciate sui social senza autorizzazione: Il procuratore di Napoli chiarisce la sua posizione e annuncia azioni legali

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È un intervento netto quello del procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, che annuncia l’intenzione di denunciare Fratelli d’Italia per la diffusione, sui social del partito, di un vecchio video in cui il magistrato parlava della riforma del Csm. Secondo Gratteri, il contenuto sarebbe stato rilanciato senza alcuna autorizzazione e impropriamente associato alla campagna per il sì al referendum.

“La Costituzione e la democrazia sono prioritarie. Non si toccano. Provvederò a denunciare nelle sedi opportune quanto accaduto per chiedere gli accertamenti del caso”, afferma il procuratore.

“Mai autorizzato l’uso del mio nome”

Entrando nel merito, Gratteri chiarisce la propria posizione rispetto all’iniziativa politica. “Con riferimento alla diffusione di un mio vecchio intervento sulle correnti, che un partito politico sta associando alle sue ragioni del sì al referendum, tengo a precisare due cose”, spiega il magistrato.

La prima riguarda l’assenza di qualsiasi consenso: “Nessun partito è stato da me autorizzato ad associare il mio nome a questa campagna referendaria”. La seconda è di natura sostanziale: “Il testo proposto per il referendum, con il sorteggio del Csm temperato per i politici e secco per i magistrati, è molto lontano da quella che era la mia idea”.

La contrarietà alla riforma della giustizia

Il procuratore di Napoli ribadisce infine una posizione di netta contrarietà all’intervento normativo in discussione. “A fronte della perdita di autonomia della magistratura e di un indebolimento dell’equilibrio democratico tra i poteri dello Stato, sancito dalla nostra Costituzione, ribadisco che sono contrario a tutta la modifica proposta, compreso il sorteggio”, conclude Gratteri.

Una presa di posizione che riaccende il dibattito sulla riforma della giustizia e sul corretto utilizzo delle dichiarazioni di magistrati all’interno delle campagne politiche e referendarie.

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