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1 Marzo 2026
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San Leoluca, Vibo si ferma e prega: pace, tradizione e Comunitarium nel giorno del Patrono

Dai 56 conflitti nel mondo alla fraternità tra territori: nel giorno del Patrono Vibo Valentia celebra fede, identità e comunione. Accoglienza al Comune di Ricadi, tra riti, memoria e impegno civile

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Nel nome di San Leoluca la città capoluogo vive un giorno di comunione. Dimenticati gli affanni quotidiani si è stretta attorno al Santo Patrono e al vescovo diocesano monsignor Attilio Nostro per pregare. La comunità vibonese ha rivolto lo sguardo al cielo per invocare la pace sulla terra. In questo momento di morte per l’umanità, la parrocchia di San Leoluca e Santa Maria Maggiore di Vibo Valentia, ha invocato l’intercessione di San Leoluca per placare i 56 conflitti che stanno insanguinando il mondo.

Il Santo che unisce Corleone e Vibo Valentia

San Leoluca unisce Corleone a Vibo Valentia. Il Santo siciliano viene festeggiato, contemporaneamente, sia nel comune siciliano che in quello calabrese. Il primo marzo i solenni festeggiamenti accomunano le due cittadine. A Corleone, la tradizione principale prevede l’accensione di “luminarie” (falò) lungo le vie durante la processione, che ricordano il miracolo delle fascine di legna. La sera del primo marzo, la città si accende con numerosi falò realizzati dai ragazzi con rami e legna, al passaggio del simulacro del santo. I falò simboleggiano il prodigio in cui il Santo, mentre portava la legna, divise il fascio in due e l’altro fascio si muoveva da solo al suo fianco. Il simulacro di San Leoluca viene portato in processione per le strade del paese.

Riti, devozione e tradizione

Oltre ai falò, la festa include celebrazioni in chiesa, scampanii, la Santa Messa e il bacio della reliquia. Anche Vibo Valentia, il primo marzo, celebra il suo santo patrono, con omaggi floreali dei vigili del fuoco e solenni messe in Duomo. San Leoluca, nato a Corleone, è venerato come protettore dei terremoti.

Il Comunitarium: fede che diventa comunità

A Vibo Valentia, nel giorno del santo patrono si celebra anche il Comunitarium.
“Insieme si cresce nella verità e nella carità” è il motto che guida e che rappresenta la tradizionale cerimonia del Comunitarium, organizzata ogni anno il primo marzo a Vibo Valentia e in concomitanza con la festa del patrono San Leoluca.

Rinnovata con amore dalla Parrocchia Santa Maria Maggiore e San Leoluca, nonché patrocinata dal Comune di Vibo Valentia, tale occasione è caratterizzata da un’accoglienza sociale e spirituale: quella offerta dalla cittadina di Vibo Valentia è rivolta ad una comunità del territorio provinciale. Per l’anno 2026, in particolare, ad essere accolto sarà il Comune di Ricadi, condividendo momenti di amicizia, di preghiera e di gioia, ma anche veri e propri scambi culturali.

Un cammino comune contro individualismo e chiusure

Tutto ciò diventa una forma di collaborazione tra comunità, nata dal desiderio di conoscersi e camminare insieme, verso un futuro più umano e fraterno. “Il Comunitarium – come si legge in una nota – invita a superare individualismo e chiusure, per diventare cristiani più autentici, attenti ai bisogni e alle speranze dei fratelli, disponibili all’ascolto, all’accoglienza e alla condivisione.

Ogni comunità porta con sé la propria dignità, i propri valori e una storia fatta di speranze, fatiche e desiderio di riscatto. Coltivare questa collaborazione, con sincerità e sapienza, contribuisce a costruire un tessuto sociale e culturale condiviso, un cammino comune e una Provincia più unita».

Il programma: accoglienza, istituzioni e Santa Messa

Come di consueto, oggi pomeriggio, a partire dalle ore 17,45 e in Piazza San Leoluca, avrà inizio l’accoglienza del Comune di Ricadi. La comunità parrocchiale di San Leoluca, quindi, aspetterà l’arrivo dei rappresentanti istituzionali e parrocchiali del Comune di Ricadi, posizionandosi esattamente nel portone di ingresso del Duomo.

Successivamente, ancor prima della cerimonia, saranno previsti i saluti istituzionali del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, e del parroco don Pasquale Rosano. Inoltre, non mancherà una breve introduzione sul significato e sulla storia del Comunitarium.

Celebrazione e scambio di doni

La Santa Messa sarà presieduta dal parroco di Ricadi, don Francesco Sicari, e concelebrata con don Giuseppe Pileci (parroco di S. Domenica di Ricadi, di Torre Marino e di Ciaramiti) e con don Giuseppe Vallone (parroco di Brivadi, di Orsigliadi e di San Nicolò). A seguire, ci sarà un reciproco scambio di saluti e di doni, con il coinvolgimento attivo del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, del primo cittadino di Ricadi Nicola Tripodi, del parroco di Ricadi don Sicari e del parroco del duomo di Vibo Valentia Pasquale Rosano. Nicola Tripodi, in qualità di rappresentante istituzionale di Ricadi, firmerà poi una dichiarazione d’intenti e darà lettura del verbale del Comunitarium.

Il Valentianum e i ringraziamenti

Successivamente, dopo la sottoscrizione della dichiarazione d’intenti, si farà tappa nei locali del Valentianum, dove si svolgerà il taglio della torta del Comunitarium. La parrocchia del patrono San Leoluca ringrazia l’amministrazione comunale vibonese e quella ricadese, inclusi tutti i cittadini ed i rappresentanti istituzionali e religiosi presenti. Un ringraziamento, come si legge nella locandina del Comunitarium, è rivolto anche alla Pasticceria Mandaradoni per l’offerta della torta, in continuità con quanto già iniziato dal caro Mimmo Mandaradoni.

La memoria: due “monumenti” del Duomo

La festa di San Leoluca ci ricorda due “monumenti” del Duomo di Vibo Valentia: mons. Onofrio Brindisi e don Antonio Purita. I due sacerdoti che per anni hanno guidato la parrocchia cittadina che ha conosciuto in passato momenti importanti come la Festa della Testimonianza. I due ex parroci sono stati molto amati dalla comunità, soprattutto, per il loro spessore morale e spirituale.

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