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14 Marzo 2026
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Sangiuliano scende in campo in Campania: “Guiderò la lista di Fratelli d’Italia alle regionali”

L’ex ministro della Cultura conferma: “Nessuna rivalsa. Riprendo il discorso con i miei concittadini. Napoli ha bisogno di futuro, non di polemiche”

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Dopo settimane di indiscrezioni, l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano rompe gli indugi e conferma la sua candidatura: sarà capolista per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali in Campania. L’annuncio arriva in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui l’ex direttore del Tg2 spiega di aver accettato l’invito dei vertici del partito, dopo un confronto avviato già dalla scorsa primavera con figure di peso come Giovanni Donzelli, Arianna Meloni e Ignazio La Russa.

Vorrei riprendere un discorso con i miei concittadini – spiega – sono nato nel centro storico di Napoli, ho studiato qui, mi sono formato qui. Ho sempre mantenuto un legame profondo con questa terra”. La scelta, afferma, non nasce da rivalse personali: “Non c’è né riscatto né vendetta. I fatti parlano per me, e alcune verità giudiziarie sono già emerse”.

Dalla Rai al Ministero, poi la discesa in campo in Regione

Dopo le dimissioni da ministro, in molti avevano ipotizzato una sua uscita di scena. Ma Sangiuliano rilancia con forza: “Voglio fare il consigliere regionale della mia terra, al servizio dei cittadini”. Non si tratta solo di una candidatura simbolica. Il primo obiettivo concreto? Il recupero dell’Albergo dei Poveri, edificio monumentale di epoca borbonica, per il quale il Ministero aveva già stanziato 300 milioni di euro in collaborazione con il sindaco Gaetano Manfredi, “persona di grande levatura”, conosciuta dai tempi dell’università.

Il legame con Napoli, racconta, affonda anche nelle esperienze vissute: “Durante il terremoto del 1980 seguivamo le lezioni di Giurisprudenza nella facoltà di Ingegneria. È lì che conobbi Manfredi. Ci stimiamo molto ancora oggi”.

“Partecipare è un diritto, anche se sei di destra”

Sangiuliano anticipa anche le critiche che potrebbero arrivare dalla sua passata carriera giornalistica in Rai, dove è stato tra l’altro corrispondente da Parigi. “Articolo 51 della Costituzione alla mano, la partecipazione alla vita politica è un diritto. In Rai ci sono stati tanti altri colleghi che hanno fatto politica, da Badaloni a Marrazzo, da Giulietti a Ravaglioli. Tutti legittimati. Perché, se uno è di destra, non dovrebbe avere lo stesso diritto?”

L’ex ministro rivendica anche la correttezza del rapporto con la premier: “Con Giorgia Meloni nessuna freddezza. Non ci sentiamo tutti i giorni, ma quando le ho comunicato la mia decisione, mi ha risposto: In bocca al lupo, fai le cose per bene”.

Solidarietà trasversale, persino da Travaglio

Sangiuliano racconta anche di aver ricevuto solidarietà trasversale, sia da esponenti del centrodestra come Gasparri e La Russa, sia da oppositori politici come Giuseppe Conte e Andrea Orlando, che avrebbero mostrato “rispetto per il lato umano della vicenda”.

Anche Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, avrebbe espresso vicinanza. “In un anno difficile ho capito chi c’era davvero”, commenta l’ex ministro, che esclude qualsiasi nostalgia per il potere ministeriale: “Assolutamente no. Ho scritto, mi sono curato, ho riflettuto”.

Due i libri prodotti nell’anno sabbatico: una nuova versione della sua biografia su Trump e una su Erdogan. “Due leader di destra, certo. Ma a Parigi quello con cui ho legato di più è stato Mélenchon. Gli regalai le mie cravatte rosse: sulla critica alla globalizzazione ci troviamo”.

“Giustizia farà il suo corso. Nessuna polemica con altri candidati”

Alla domanda su una possibile competizione diretta con Maria Rosaria Boccia, in corsa con Bandecchi, Sangiuliano taglia corto: “Nessuna polemica. Ho massima fiducia nella magistratura. I tempi della giustizia daranno le risposte che servono”.

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