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2 Aprile 2026
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Scoperta in Calabria una nuova falena: “Agonopterix calavrisella” rivoluziona la biodiversità

Un team di ricercatori del Crea Foreste e Legno, in collaborazione con il comune di Polia, ha identificato una nuova specie di microlepidottero nelle foreste calabresi

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Un team di ricercatori del Crea Foreste e Legno, in collaborazione con il comune di Polia (Vibo Valentia), ha identificato una nuova specie di microlepidottero nelle foreste calabresi. La scoperta, pubblicata su Zootaxa, conferma l’unicità della biodiversità del Sud Italia e sottolinea l’importanza di strategie mirate di conservazione ambientale.

Un tesoro nascosto nelle foreste calabresi

La nuova specie di falena, denominata Agonopterix calavrisella, appartiene alla famiglia dei Depressariidae ed è stata scoperta durante una lunga campagna di monitoraggio dei lepidotteri notturni nelle foreste della Calabria. La ricerca, parte del progetto nazionale Nbfc (National Biodiversity Future Center), ha visto la collaborazione del comune di Polia, situato in provincia di Vibo Valentia, e ha permesso di identificare caratteristiche morfologiche e divergenze genetiche significative rispetto alla specie più vicina, Agonopterix liturosa.

Il coordinatore dello studio, Stefano Scalercio del Crea Foreste e Legno, ha sottolineato come l’integrazione tra analisi genetiche e osservazioni morfologiche sia stata fondamentale per confermare la novità della specie: “Questa scoperta conferma ancora una volta come i territori dell’Italia meridionale ospitino una biodiversità unica, che stiamo solo iniziando a conoscere”.

Habitat e abbondanza

La falena è stata individuata principalmente nei boschi collini e montani della Calabria centro-meridionale, in ambienti freschi, umidi e con vegetazione fitta. In particolare, l’esemplare si è rivelato abbondante nel Vallone Milo, area caratterizzata da una forra ombrosa e da boschi misti ben conservati. Qui cresce anche la rara felce giurassica Woodwardia radicans, simbolo della biodiversità locale.

Secondo Sara La Cava, prima autrice e co-descrittrice della specie, “conoscere con precisione la biodiversità è essenziale per progettare strategie efficaci di conservazione e gestione degli ecosistemi forestali”.

Valore scientifico e tutela ambientale

Il presidente del Crea, Andrea Rocchi, ha commentato la scoperta come un’importante conferma dell’incredibile patrimonio naturalistico del Paese: “La scoperta dei nostri ricercatori evidenzia la necessità di studiare la biodiversità per poterla tutelare e valorizzare a beneficio di tutti”.

La ricerca mette in luce non solo un interesse tassonomico, ma anche l’urgenza di rafforzare la protezione di habitat forestali preziosi e fragili, in grado di ospitare specie ancora sconosciute alla scienza.

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