Il caro energia torna a preoccupare le famiglie italiane in vista della stagione fredda. L’aumento dei prezzi del gas sul mercato libero, alimentato anche dalle tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente, rischia di tradursi in bollette più pesanti per chi utilizza il metano per riscaldare la propria abitazione.
Secondo uno studio del Codacons, con gli attuali livelli tariffari una famiglia con un contratto a prezzo variabile potrebbe arrivare a spendere mediamente circa 860 euro per la bolletta invernale del gas. Una cifra decisamente più elevata rispetto ai circa 630 euro stimati per chi ha scelto un contratto a prezzo fisso, con una tariffa bloccata per 12 o 24 mesi.
La differenza tra le due tipologie di offerta sarebbe quindi di circa 230 euro, un elemento che evidenzia quanto la scelta contrattuale possa incidere sul bilancio domestico in una fase di instabilità dei mercati energetici.
Calabria tra le regioni meno colpite: rincari sotto i 120 euro
Per le famiglie calabresi il quadro delineato dal Codacons appare relativamente meno pesante rispetto a quello delle regioni settentrionali. La Calabria rientra infatti tra i territori in cui l’aumento della spesa invernale sarebbe più contenuto, con un aggravio stimato inferiore a 120 euro rispetto alla precedente stagione.
Un dato che colloca la regione tra quelle meno esposte agli effetti dei rincari del gas per il riscaldamento domestico. A incidere sono soprattutto le condizioni climatiche e i consumi mediamente inferiori rispetto alle aree del Nord, dove la necessità di utilizzare gli impianti per periodi più lunghi determina una maggiore richiesta di combustibile.
La cifra, tuttavia, rappresenta esclusivamente l’incremento rispetto all’inverno precedente e non il costo complessivo della bolletta delle famiglie calabresi.
Al Nord le bollette più salate: Valle d’Aosta oltre 1.300 euro
La situazione cambia sensibilmente nelle regioni settentrionali, dove il maggiore fabbisogno energetico per il riscaldamento determina una spesa decisamente superiore.
Secondo le elaborazioni del Codacons, la bolletta invernale potrebbe superare i 1.300 euro in Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. In Lombardia la spesa arriverebbe a circa 1.180 euro, mentre in Veneto si attesterebbe intorno ai 1.095 euro.
All’estremo opposto si trovano le regioni meridionali. La Sicilia presenta la stima più bassa, con circa 487 euro, seguita dalla Campania con 494 euro.
Le differenze territoriali dipendono da diversi fattori: temperature medie, caratteristiche degli edifici, durata della stagione di riscaldamento, consumi domestici e grado di metanizzazione delle diverse aree del Paese.
Rispetto allo scorso inverno, aumenti fino a 329 euro
Il confronto con la stagione precedente mostra quanto sia cambiato il costo del gas per le famiglie che hanno scelto un contratto a prezzo variabile.
Tenendo conto degli aumenti tariffari sul mercato libero rilevati dall’Istat, il Codacons stima che la bolletta media invernale risulti oggi più cara di circa 205 euro rispetto al periodo dicembre 2025-marzo 2026.
Anche in questo caso, la Calabria figura tra le regioni con gli incrementi più contenuti: la maggiore spesa prevista rimarrebbe sotto i 120 euro. Una situazione diversa rispetto a quella delle aree settentrionali, dove l’impatto economico sarebbe decisamente più marcato.
In Valle d’Aosta l’aumento arriverebbe a 329 euro, in Trentino-Alto Adige a 310 euro e in Lombardia a 281 euro.
Il rischio di ulteriori rincari per chi ha il prezzo variabile
Le prospettive potrebbero peggiorare qualora le quotazioni dell’energia sui mercati internazionali dovessero continuare a salire. Il Codacons avverte che nuovi aumenti potrebbero riflettersi sulle tariffe applicate ai clienti con contratti a prezzo variabile e agli utenti vulnerabili.
Per le famiglie calabresi, dunque, un incremento attualmente più contenuto rispetto a quello previsto in altre aree del Paese non significa essere completamente al riparo da eventuali nuove tensioni sui prezzi.
L’andamento delle bollette dipenderà dall’evoluzione dei mercati energetici e dalle condizioni economiche applicate dai singoli fornitori.
I dati utilizzati per calcolare le bollette regionali
Lo studio del Codacons prende in considerazione i dati Arera sui consumi effettivi di gas per uso domestico e condominiale, riferiti al 2024 e suddivisi per regione.
Per stimare la spesa sono stati utilizzati i prezzi medi praticati dai gestori durante la precedente stagione invernale, nel periodo compreso tra dicembre e marzo. Nel calcolo sono comprese tutte le principali voci della bolletta: materia prima, oneri di rete e di sistema, imposte e tasse.
L’associazione ha inoltre considerato gli aumenti registrati nell’ultimo mese dall’Istat sul mercato libero, utilizzandoli per aggiornare le stime della spesa invernale.














